Nicola Cinquetti poeta per bambini

di Cosimo Rodia

 

Nicola Cinquetti è uno scrittore di libri per adulti e di fiabe; la narrativa per l’infanzia la pubblica con le edizioni Lapis, sposando, dunque, il progetto editoriale di diffondere la lettura precocemente tra i bambini, nelle biblioteche, negli studi pediatrici, nelle associazioni.

Cinquetti ha scritto anche poesia per ragazzi, ricordiamo le silloge La forchetta fidanzata ed Eroi, re, regine e altre storie entrambi per le Nuove Edizioni Romane.

La forchetta fidanzata (2004) è un libro illustrato da Marilena Pasini, in cui in modo del tutto originale lo scrittore veronese fa educazione stradale ai bambini con la poesia (chi l’avrebbe mai detto!).

Altrettanto originale è Eroi, re, regine e altre rime (1997, 2009) in cui nelle cinquantaquattro poesie sono racchiusi tanti pseudo-ritratti di diverse personalità che hanno fatto la storia, dagli eroi greci: Achille, Ulisse, Ettore…, a quelli moderni: Galilei, Michelangelo, Leonardo…, a quelli contemporanei: Toro Seduto, Lumière, Garibaldi, Einstein…

Poesie che hanno quasi tutte una medesima struttura: si presenta il personaggio con una caratteristica “volgarizzata”, si articolano alcuni versi con predicati finalizzati a descriverne le caratteristiche, si conclude con passaggi inaspettati, generalmente umoristici, tesi a rilevare aspetti bizzarri, originando un effetto comico. Leggiamo Achille che apre la silloge:

Nella Grecia, tra i guerrieri,

tutti forti, tutti fieri,

primeggiava il grande Achille

che valeva più di mille.

 

Nella corsa era più svelto

di una vela in mezzo al vento,

superava nella fuga

la veloce tartaruga.

 

In battaglia con la lancia

seminava il mal di pancia,

con gli amici era un tesoro:

sempre allegro, cuore d’oro.

 

Se però per distrazione

gli pestavano il tallone,

si girava furibondo,

li spediva all’altro mondo.

La rima baciata e gli ottonari creano una fluenza regolare. Già nella prima poesia, come si diceva, si evince la struttura di tutti gli altri quadri: nella prima strofa si presenta il personaggio e se ne precisa la qualità, nelle strofe successive si enunciano alcuni predicati riferiti al protagonista, nella conclusione vi è il richiamo a qualcosa che origina l’effetto comico.

Il contrasto tra l’inizio, lo svolgimento e la conclusione è ancora più evidente in Alessandro Magno:

Il sogno di Alessandro: conquistare

il mondo conosciuto e la sua gente,

gli eserciti nemici sbaragliare,

raggiungere i confini dell’oriente.

E terra dopo terra giunse al mare,

un mare spumeggiante e trasparente,

allora disse a tutti, il Grande, il Magno:

“Se l’acqua non è fredda faccio il bagno”.

Dopo tanta magnificenza e grandezza, dopo tante conquiste e onori, cosa dice il Magno? Una banalità; siamo di fronte ad una costante che rendono i testi di questo libro veramente coinvolgenti; e lo stesso passo lo si trova in Annibale, Marco Polo, anche in Copernico (questi paradossalmente sembra intuire che la terra giri a seguito di una sbronza).  Sulla stessa linea con brillanti metonimie è scritta Einstein:

Geniale scienziato,

avevi davvero

una gran bella testa:

capelli bianchi,

lunghi,

sempre in festa.

Qui “la bella testa” sta per intelligenza; poi, il poeta inserisce un vestito ironico con gli aggettivi qualificativi: bianchi, lunghi e (scapigliati), che sono anche sineddoche nel rappresentare il personaggio. Leggiamo Filippo il Macedone:

Si dice che sia un uomo freddo

come l’inverno della Polonia.

Un gelato sulla Macedonia.

Un bel sillogismo con una metafora, cuore-gelato, per dire sempre con un velo d’ironia un uomo freddo al capo della Macedonia. Ma è quando il poeta richiama personaggi drammatici e soggetti a soprusi che i tocchi diventano delicati e il gioco lascia lo spazio alla sobrietà; è il caso di Toro Seduto:

Toro Seduto abbandona

le nere colline dei Sioux

scortato da mille soldati

vestiti di grigio e di blu.

 

Avanza laggiù, lungo i prati,

un’ombra che ammanta i bisonti:

lo spirito degli antenati

discende in silenzio dai monti.

 

Sul carro dei lunghi coltelli,

tu grande guerriero ora siedi,

ti volti a guardar le marmotte,

che fischiano alzandosi in piedi.

Anche la natura tributa onore al capo dei Sioux, prigioniero delle giubbe blu, ovvero degli americani civilizzatori. Vi è un sentimento di sconfitta e di mestizia che lascia attoniti.

Condanna ironica senza prove d’appello per chi sogna e si crogiola nell’idea di dominio; leggiamo Re Sole:

Per dire che il re s’è svegliato

si dice che il re stamattina è spuntato.

 

Per dire che s’è addormentato

si dice che il re è tramontato.

 

(Se dici che il re s’è eclissato

vuol dire che il bagno è occupato).

 

Perché queste strane parole?

Per dire che il re ha preso un colpo di sole.

Con una serie di paradossi si mostra l’assurdità in cui cadono alcuni uomini quando son troppo pieni di sé.

Eroi, re, regine e altre rime è una bella prova poetica in cui dai personaggi rappresentati si passa alla storia umana; e se le esperienze servono a non rifare gli stessi errori, ecco che con leggerezza sono sciorinati una serie di comportamenti da emendare. Non manca in coda al libro una bella poesia che potremmo considerare una summa filosofica di Cinquetti; in Walt Disney si legge:

Gambadilegno

non è solo un disegno,

zio Paperone

non è solo un cartone,

zio Paperino

non è uno scartino!

 

Sono i miei sogni,

la mia fantasia,

i sorrisi animati

dell’anima mia.

Ci sembra una chiusa ideale per dire che l’immaginazione crea personaggi veri per chi li crea nonchè fonte di benessere per l’animo. E ciò ci sembra un lascito programmatico importante.

 

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