Alessandro Barbera: Una rievocazione

di Sandro Marano

 

Sei anni fa, a marzo, veniva a mancare Alessandro Barbera (1945 – 2020). L’avevo conosciuto, prima ancora che di persona, per aver letto e ritagliato alcuni suoi articoli chiari, concisi, pregnanti su temi filosofici e politici. La sua figura signorile, posata, di studioso scrupoloso ed austero, nonché di docente di materie giuridiche nelle scuole superiori, poteva incutere negli interlocutori un timore reverenziale, ma chi aveva la fortuna di avere la sua fiducia e la sua amicizia scopriva in lui anche un lato umoristico, bonario, fanciullesco che si esprimeva nelle battute, nelle vignette che si dilettava a disegnare per varie testate e nella sua passione per i fumetti e per i cartoni animati, in particolare per Topolino e Paperino, che collezionava e a cui dedicò due magnifici e ineguagliati testi Camerata Topolino (Stampa alternativa, 2001) e Paperino reazionario (L’Arco e la Corte, 2017).

Tra le vignette resta famosa quella apparsa su Meridiano sud in occasione della svolta di Fiuggi che raffigurava Fini che fa la pipì sulla fiamma. I saggi dedicati a Topolino e a Paperino indagano invece sulla ideologia di Walt Disney. Ricordava Alessandro a questo proposito, parlandone tra amici, le sue epiche battaglie da ragazzino per sottrarre alle grinfie distruttrici della madre gli amati fumetti di Topolino.

Barbera fu cultore e seguace del pensatore tradizionalista Evola, alla cui opera dedicò articoli e sostanziosi saggi introduttivi: La biblioteca esoterica (Pellicani, 1997) sul carteggio tra Evola, Croce e l’editore Laterza; Idee per una Destra (Europa libreria editrice,1979), che raccoglieva i contributi giornalistici di Evola scritti nel dopoguerra sulla Destra intesa non tanto in senso politico quanto spirituale; Lo Stato organico (Controcorrente, 2004), che raccoglieva gli scritti di Evola dal 1934 al 1963 sull’idea di Stato; Julius Evola Scritti sul ’68 (L’Arco e la Corte, 2019), che faceva  il punto sul rapporto tra Evola e la contestazione giovanile del ‘68.

Va poi ricordato il lungo e ben documentato saggio Nazione e Stato in Alfredo Rocco (Sveva, 2001) con un’ampia raccolta di articoli del famoso giurista. All’attività di docente e saggista Barbera univa quella di conferenziere. Tra le tante conversazioni voglio ricordare quella tenuta il 4 aprile 2005 presso la libreria Roma nell’ambito dei lunedì letterari della Vallisa (coordinati da Daniele Giancane) su Pierre Drieu la Rochelle, francese d’Europa, in occasione dei sessant’anni della morte dello scrittore francese. Ad Alessandro, che ha combattuto tutta la vita per affermare una visione del mondo organica e tradizionale, dedicai qualche anno fa questi versi maltusiani (alla maniera dei futuristi) che ne riassumono i tratti:

«Alessandro è quella cosa

umorismo e gran cipiglio

che d’oggidì non è figlio

come Evola e Topolin.»

 

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