Il viaggio poetico di Daniele Giancane – Itinerari di critica letteraria di Cosimo Rodia, Edizioni La Matrice, 2026

 

Il volume di Cosimo Rodia è un attraversamento critico delle opere poetiche più significative di Daniele Giancane, da cui emerge la vastità degli argomenti trattati dal poeta barese e la gamma espressiva che si è lentamente trasformata, anche in relazione ai personali tempi di maturazione.

Rodia mostra come il poeta pugliese abbia affrontato tante tematiche sempre di ampio spettro: la riflessione sull’infanzia e sugli affetti, la denuncia di un mondo teso all’avere, la vita tra essere e non essere, tra visibile e invisibile, la meditazione sulla lentezza.

L’attraversamento testuale inizia con Un quarto di secolo, 1995; un volume in cui Giancane riflette in ciò che ha creduto, ed è lo stesso autore a tracciare i caratteri del suo cammino, snodato tra il filo dei ricordi e quello della ricerca.

Poi è la volta di una raccolta originale: Amore che arde in petto più del fuoco, 1998, in cui l’autore compie una vera e propria ricerca demologica, recuperando, con mano sapiente, poesie popolari, filastrocche e stornelli.

Segue la lettura analitica della Storia dell’uomo interiore, 2001, in cui il poeta barese mette a fuoco il tema del cambiamento umano nella società dell’opulenza. In Diario dell’anima e un poema infernale, 2003, l’autore ripropone una filippica contro la società dei consumi e dell’apparenza. Ne La vita inconoscibile, 2006, è riproposta la convinzione che il metodo razionale abbia occlusa la possibilità di conoscere tutto ciò che non è misurabile, ribadendo l’importanza del sogno nel progettare scenari di senso. In Specchio a tre facce, del 2012, ancora il poeta pugliese compie un’analisi prima sociale per giungere a quella filosofico-metafisica. Nel 2016 è la volta dei Canti della tartaruga in cui l’attenzione è tutta rivolta all’esistenza e a ciò che dona senso.

Nel 2018 esce il libro rammemorante: Infanzie, un’autobiografia che è contestualmente una rappresentazione della civiltà preindustriale. Nel 2019 troviamo La terra di ‘dove’, ovvero poemetti con visioni tragiche di un mondo alla deriva. Nel 2021 è la volta di Attraversammo le porte del sonno, in cui Giancane torna in maniera più organica sull’importanza del sogno.

Seguono i due volumi auto antologici Il meglio di me (vol. I, 2022 e vol. II, 2023) in cui lo stesso Giancane dà testimonianza di liriche che esemplificano più di mezzo secolo d’impegno poetico. Rodia poi passa a presentare il saggio antologico curato da Anton Berisha: Daniele Giancane: La danza azzurra nel deserto. Chiudono il volume, due interviste al Nostro, una curata da Sandro Marano, per il “Barbadillo” pubblicata nel 2020, e l’altra da Cosimo Rodia, pubblicata su “Interzona news”, nel 2022.

Insomma, l’analisi del critico tarantino è un percorso di lettura dal di dentro, interrogando e analizzando i testi, cogliendo inferenze, significati ed utopie. Il lettore si troverà di fronte ad un poeta dai grandi temi umani, dalla cui lettura l’uomo moderno potrebbe non addormentarsi sotto la croce del mondo patinato.

 

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