Il silenzio carsico di Anna Cellaro, Edizioni Milella 2026
di Cosimo RodiaSilenzio carsico di Anna Cellaro è una silloge poetica di quarantuno liriche, sapientemente prefata dall’ermeneuta Carlo Alberto Augieri, che, contrariamente al sostantivo del titolo, produce un rumore interiore di slanci inespressi, di attese vane, di sogni non configurati, di un rammemoramento in contrasto con l’inautenticità dell’oggi.
Il racconto lirico si snoda entro un paesaggio mediterraneo essenziale e spoglio, dove la flora tipica, in funzione metonimica, diventa linguaggio simbolico capace di restituire i caratteri tipici del Sud.
Il cielo si desertifica, il paesaggio si scheletrisce, le ginestre crescono sui dorsi delle gravine e ciò che resta è una natura ridotta all’osso, segnata dal tempo e dalla memoria. In questo scenario, il mandorlo: «Ogni gemma alita,/ si scioglie nel fuoco del vento/ come pioggia lenta/…/ La luna accresce sulla gravina/ nel colloquio muto/ dove la pietra ricorda/l’età felice», assume il valore di una traccia, di un Sud che sopravvive in una dialettica continua tra presenza e assenza, tra ciò che è e ciò che non è più. Ne emerge un sentimento elegiaco, un pianto silenzioso e nostalgico che attraversa l’intera raccolta.
Tutte le piante tipiche del bacino mediterranea poste a titolo delle poesie (l’ulivo, la ginestra, il timo, il rosmarino, il cappero, i cardi, i ginepri…) e la fauna richiamata (gli storni, il falco grillaio, la cinciallegra) configurano dei correlativi oggettivi dell’interiorità. Ad esempio in “Gramigna”: «Sotto la cute/ il deserto/ delle parole,/ spaccatura/ sul margine/ della carreggiata/ dove la gramigna/ pizzica/ in una spirale/ senza riposo», la pianta, che cresce ai margini di una carreggiata, diventa immagine di una resistenza minima ma ostinata; o come in “Il salice”, in cui la pianta è antropomorfizzata e si fa sentinella dei dolori nascosti; o ancora in “Biancospino” il cui arbusto spinoso è personificato: «singhiozza lacrime di tulle/ e non sa dove posarle», mettendo a nudo l’egoismo umano; infine, in “Leccio” dove il filo d’erba rompe il catrame imponendosi come simbolo evidente di resilienza.
L’uso della natura come metafora dello specchio dell’anima è stato già sperimentato da Montale, allorquando nella sezione “Mediterraneo” di Ossi di seppia, ha raccontato il meridione attraverso le immagini delle ‘foglie riarse’, la terra scottata e le coste del Sud. Ecco, la prima direttrice che dà forza al volumetto della Cellaro è proprio la rappresentazione del territorio meridionale attraverso il suo erbario: un territorio che non è mai solo geografico, ma diventa appunto luogo dell’anima. La natura non è descritta, bensì interiorizzata; anzi a volte ne è pure compenetrata dall’autrice, come in “Timo” in cui vi è una identificazione con la pianta nel riuscire a germogliare nonostante il terreno pietroso («così germoglio/ nelle garighe/ come timo/ che si apre/ all’umido/ della pietra»); è evidente che la natura è presa a prestito per trasformarsi in spazio simbolico in cui si depositano esperienze, traumi e nostalgie.
La seconda direttrice riguarda la concezione del tempo: un tempo che consuma e cancella, lasciando sopravvivere frammenti di memoria dal sapore dolciastro e ambiguo; emblematica, in tal senso, è la lirica “Zagare”: «Sulla statale del mare/ mi inebria il profumo di zagare/…/ E nel lucore salato/ lo scrigno serba/ ciò che fu gioia./ Tu, padre,/ hai tracciato/ alfabeti invisibili/ torni ogni sera/ a benedire il vestibolo/ con le tue mani/ di zucchero e humus»; il padre è colui che ha tracciato le coordinate degli alfabeti, ossia le prime forme di conoscenza e orientamento nel mondo; e benchè il tempo neghi la permanenza («ciò che non resta»), resta un «gusto dolciastro» del ricordo, quasi una persistenza sensoriale che sfugge alla distruzione. E questo motivo lo collegherei alla dimensione memoriale propria della poesia meridionale novecentesca: della tensione tra memoria e perdita, di cui abbiamo avuto maestri come Vittorio Bodini.
Dal punto di vista stilistico, la raccolta ripropone l’impianto già riconoscibile della Cellaro, ovvero: metafore private e ardite, talvolta enigmatiche (Es. «Ricordo l’ora/ del germoglio/ quando si annodava/ il lume interiore» probabilmente per significare metaforicamente l’ora del mattino, o della giovinezza carica di attese, intrecciarsi alla luce interiore; «La nave/ offre quiete di lavanda»; «Nel ventre dell’incontro»), abbondanza di sinestesie («Una nebbia densa/ gronda nel silenzio/ dell’orecchio», «Se fossi voce/ ancora mi verserei», «Sudore di luce»), l’uso della personificazione e della perifrasi come in “Leccio”, un dettato franto e discontinuo, l’utilizzo frequente di sostantivi tratti dal lessico specialistico che a volte crea uno scarto tra emotività e precisione terminologica, originando spesso un effetto straniante.
Tuttavia, i risultati lirici più riusciti si hanno quando la tensione si allenta e il verso si distende in un recitativo più musicale come in “Zagare”, “Falco grillaio”, “Sud”, in cui il discorso poetico acquista maggiore intensità e comunicabilità.
Nel complesso, la silloge si configura come una meditazione sul Sud, sulla memoria e sulla restanza, col paesaggio mediterraneo che diventa il tramite privilegiato per interrogare la condizione umana.
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Se continui a navigare su questo sito supponiamo che tu sia d'accordo con questo. Cookie SettingsAccetta
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.