Il meraviglioso libro della vita di Soledad Romero Mariño e Mariona Cabassa, Camelozampa, 2026

Redazione

 

Strutturato in macroaree e in agili capitoli che si soffermano su aspetti differenti, il racconto inizia dal big bang e dalla creazione dell’universo, per passare poi alla nascita del nostro pianeta e alla sua prima creatura vivente.

La legge della vita è chiara: solo l’organismo capace di adattarsi meglio sopravvive. Così si passa all’evoluzione e alle strategie riproduttive di animali e piante, alla magia e all’emozione della nascita in tante specie.

Tra complesse e rischiose danze d’accoppiamento dei ragni saltatori, pinguini imperatori che si legano ai propri partner per assicurare la sopravvivenza dei propri piccoli e cavallucci marini che affidano al maschio il compito di occuparsi della gravidanza e del parto, scopriremo con stupore che non esistono regole, solo un’infinita diversità gestita con ammirevole ingegno e pazienza dalla natura.

La vita viene celebrata in tutta la sua ricchezza e complessità. Le dee della fertilità sono tra le prime manifestazioni di questa attrazione, figure fantastiche solitamente femminili create per invocare la fertilità, mentre le rappresentazioni della vita stessa nelle varie culture hanno quasi sempre come protagonista la natura, come la raffigurazione dei serpenti che decoravano le corone dei faraoni nella cultura egizia o il fiore di loto cinese, simbolo di superamento delle difficoltà e raggiungimento dell’illuminazione.

Ma la vita si celebra anche sfidandone le leggi, ed è così che le pagine finali sono dedicate a quella scienza che dapprima ha studiato i misteri della natura e poi ha cercato di riprodurla con innesti, clonazione, creazione di organismi sintetici e nuove specie, sollevando spesso dubbi etici e morali la cui discussione è sempre aperta e attuale.

 

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