Pino Pace e gli haiku cattura bambini 

di Cosimo Rodia

 

Pino Pace è autore per la radio e il cinema; ha scritto storie per ragazzi per diverse case editrici; insegna scrittura creativa all’Istituto europeo di design di Torino. Interessante è la sua ultima raccolta di poesie per bambini Un gatto nero in candeggina finì (Notes edizioni, 2012), illustrato da Tai Pera; una poesia sorprendente perché sono degli haiku, una tipica poesia giapponese a struttura fissa, costituita da tre versi, il primo e il terzo di cinque sillabe, il secondo verso di sette sillabe (schema versale 5 – 7 – 5); sembrano apparentemente delle filastrocche, in realtà sono delle poesie, che fissano un gesto, una visione, un momento. Sono componimenti divertenti sia da leggere e sia da realizzare; anche i bambini possono provare a produrne qualcuno. Tra l’altro Pace, che si interessa di scrittura creativa, avendo inserito nel libro le istruzioni per come comporre alcuni haiku, appalesa la sua convinzione di considerare questo genere adeguato per avvicinare il bambino alla poesia da protagonista.

Leggiamo qualche haiku, iniziando da quello che dà il titolo alla raccolta:

Un gatto nero

in candeggina finì.

Un gatto bianco.

*

Il grosso sasso
sogna di galleggiare.
Il fiume ride.

*

Cade dal cielo

il pupazzo di neve,

fiocco a fiocco.

*

Bianco, azzurro,

nave in altomare

sta nevicando.

È poesia semplice, dilettevole, a volte ironica, talaltra surreale, che certamente spinge a riflettere.

La tecnica di scrittura è facile; come dice lo stesso autore, si deve poter scattare una foto senza la macchina fotografica, facendo uso delle parole. Tutti dunque possono scrivere haiku, bisogna solo conoscere come si dividono le sillabe in poesia, poi, ognuno può produrre delle composizioni senza limiti né di argomenti né di temi; per l’autore (e non solo) questi testi sono ideali per un primo approccio del bambino alla poesia.  

 

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