I versi giocosi per bambini di Mela Cecchi

di Cosimo Rodia

 

Emilia o Mela Cecchi è scrittrice e sceneggiatrice; ha scritto programmi televisivi di successo, tra cui “Tuttilibri”, “L’Albero Azzurro”, “La Melevisione” in onda su Rai Tre. Risale al 1978, con la TV in bianco e nero, il primo programma registrato negli studi Rai di Napoli: “Il trenino”, con favole, filastrocche e giochi, durato fino al 1981.  Ha curato il sito Kids per il portale della Rai.

Tra le varie pubblicazioni, quasi tutte per la ERI, ricordiamo Filastrocche e canzoni della Melevisione (Rai ERI, 1999) scritto con Bruno Tognolini, sono racconti e filastrocche legate alla trasmissione televisiva, passata dal 2011 sul canale satellitare YoYo.

Leggiamo pochi versi di alcuni dei tantissimi personaggi che animano la scena de La Melevisione:

Filastrocca della gnoma Linfa per scacciare la Tristite acuta di Re Quercia:

Triste tristezza, spenta candela,
fermo vento, vuota vela,
freddo, buio, notte nera,
luna opaca, bianca cera.
Si accende un sorriso, diventa risata,
ho fame di chiacchiere e di marmellata.
Ritorna la voglia, la voglia di tutto…
Ma guarda che rosso quel frutto!

 

Filastrocca di Fata Gaia per far venire la pioggia:

Faccio due passi e ti vengo vicino,
acqua che giochi con me a nascondino.
Poi giro in tondo e sollevo una mano,
acqua che vieni da molto lontano.
Batto tre volte le mani e poi salto
goccia di pioggia che vieni dall’alto.
Poi come un fiore apro tutte le dita,
acqua bagnata che porti la vita!

 

Alcune filastrocche della gnoma Linfa per le cinque dita:
Dice il pollice

Disse il pollice… non c’è più pane
disse l’indice… come faremo?
disse il medio… lo compreremo
disse l’anulare… ce n’è un pezzettino
disse il mignolo… datelo a me che sono il più piccino.
 

Pollice nel pozzo

Pollice è caduto nel pozzo
l’indice l’ha tirato su,
il medio l’ha asciugato ben bene,
l’anulare ha preparato una torta
e il mignolino l’ha mangiata tutta!

 

Le dita della mano

Il piccolo mignolo
così per giocare
montò sopra il dorso
del buon anulare.
E questi dal medio
pian piano, bel bello
si fece portare
con l’altro fratello.
II medio ch’è forte
ma un po’ fannullone
del povero indice
balzò sul groppone.
Ma il pollice furbo
si mise a fuggire
e l’indice, svelto,
lo volle inseguire.
E ancora l’insegue
coi tre sulla groppa.
Intanto la mano
galoppa, galoppa.

Sono filastrocche leggere rivolte ai bambini, intrattenuti davanti allo schermo, che sollecitano a pensare e a conoscersi. Immaginiamo questi versi giocosi, infatti, animati da disegni, da fantocci, da modellini di carta…, la cui miscela (filastrocche e animazione) è sicuramente il segreto del successo più che decennale della trasmissione.

I versi riportati delle cinque dita, ad esempio, sono sorprendenti, perché costituiscono uno strumento con cui far scoprire al bambino il proprio corpo, il tutto muovendosi in un ambito ludico e narrativo. È proprio l’aspetto narrativo il punto di forza di queste filastrocche; infatti, per ogni tema vi è un racconto; per dire che ci sono soggetti furbi, fannulloni, vanesi…, Mela Cecchi si è inventata la storia de “Le dita della mano”; in “Disse il Pollice” si mostra l’egoismo dei più piccoli (tipico perché ancora nella fase dell’ego), mentre i più grandi si prodigano per la causa (e per la comunità).  I protagonisti, tutti antropomorfizzati, mettono in evidenza i caratteri, i sentimenti, le consuetudini, i propositi umani.

Una bella prova che potremmo considerare come la risultante della nuova pedagogia, col bambino al centro e con l’adulto che gli sa parlare, dosando linguaggio, contenuti, situazioni, rispettando lo stadio psicologico di crescita.

Il presente profilo, benché appena delineato, vuol essere una menzione di merito per Mela Cecchi, che ha dedicato una vita a lavorare dietro le quinte, per essere a fianco a tanti bambini che crescono con la televisione.

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