Roma – Sabato 16 maggio 2026

Redazione

 

Nella prestigiosa Biblioteca Generalizia del Centro Studi Storici dei PP. Barnabiti di Roma, il 16 maggio si è svolto un pomeriggio culturale intenso e partecipato.

In omaggio a San Francesco, nell’ottavo centenario della morte, si è aperta la mostra: “Nostro fratello Francesco: tra frate matita e sorella nuvola. Francesco raccontato a fumetti” ideata e curata da p. Stefano Gorla (studioso di fumetti) e Paolo Guiducci.

Padre Gorla ha svolto un bellissimo excursus sui fumetti che hanno parlato di San Francesco, soffermandosi sulla storia, le leggende e le fascinazioni, come nel caso di Franco Caprioli con “La leggenda della pietra bianca” pubblicato sul il Vittorioso nel 1963 con testi di Eros Belloni. Poi ha sciorinato tant’altri nomi che in punta di matita hanno parlato del Santo: Alberto Azzimonti e Simone Delladio, Gino Gavioli sulle pagine de il Giornalino che ha tratteggiato poeticamente le vicende di Francesco immergendo il Santo nel creato da lui tanto amato in quanto riflesso di Dio; Luca Salvagno, Altan, Gianni De Luca, Roberto Battestini… Gorla ha concluso che Francesco è il Santo più rappresentato a fumetti, in Italia e nel mondo, con autori di levatura assoluta come Dino Battaglia o John Buscema.

Poi è stata la volta della presentazione del volume “DOMENICO VOLPI uno scrittore poliedrico e uno studioso appassionato” di Cosimo Rodia, Solfanelli, 2026.

Ha coordinato i lavori padre Gorla, auspice dell’iniziativa; ha introdotto padre Filippo Lovison (Direttore del Centro Studi storici); sono intervenuti Claudia Camicia (Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile) che ha parlato dei cinquant’anni del GSLG; Angelo Nobile (Direttore scientifico della rivista Pagine Giovani) collegato online, ha illustrato l’evoluzione di Pagine Giovani che da opuscolo di 16 pagine è diventata rivista di classe A; Ermanno Detti (Direttore della rivista il “Pepeverde”).

Nell’articolato ed appassionato intervento, Cosimo Rodia, oltre a spiegare la genesi del volume, ha dimostrato due teorie convalidate dal contenuto della biografia. Secondo Rodia, infatti, Volpi è stato tra i precursori dei giochi creativi che saranno sistematizzati successivamente da Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia; Domenico già operava il capovolgimento dei ruoli dei personaggi della fiaba classica ai tempi de “Il Vittorioso” e con l’ironia condannava elegantemente i potenti o i disvalori.

Inoltre, Rodia coglie in Volpi un’anticipazione del nuovo modo di scrivere per i ragazzi, che troverà una sistematizzazione nelle Lezioni americane di Italo Calvino; infatti, nell’ultimo quarto di secolo, la letteratura diventerà leggera, rapida, esatta, proprio come quella inaugurata da Domenico che brillava anche per chiarezza espositiva ineccepibile e sempre corroborata da una sottile ed intelligente ironia.

Una serata che oltre a tributare un riconoscimento umano ed intellettuale ad un uomo che ha dedicato più di settant’anni alla letteratura giovanile, è stata sicuramente l’occasione per parlare di giovani e di valori inalienabile connessi all’educazione come la dignità, la coerenza, il rispetto, l’accoglienza, la libertà e la democrazia.

Lascia un commento