Anna Sarfatti: La poesia e la coscienza civile nei bambini
di Cosimo Rodia Anna Sarfatti è scrittrice e traduttrice di libri per bambini (ha tradotto Theodor Seuss, uno dei massimi rappresentanti americani della letteratura per l’infanzia). È impegnata nella ricerca di percorsi per promuovere la cultura dei diritti e della cittadinanza attiva tra i bambini. Collabora con l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per la promozione della comunicazione tra bambini e ospedale. Tra le tante pubblicazioni ricordiamo Ri – trattini (Giunti, 2003); Guai a chi mi chiama passerotto! – I diritti dei bambini in ospedale (Fatatrac, 2004); La Costituzione raccontata ai bambini (Mondadori, 2006).Ri-trattini è un’allegra raccolta di quadretti di tanti personaggi, dal chitarrista alla spidocchiatrice, dal veterinario allo Stutrumpulzone (un mostro simile a tant’altri creati dalla fervida immaginazione infantile). Leggiamo alcuni versi del quadretto de La bella lavanderina: La bella lavanderia il giorno del bucato bucava le lenzuola con fare un po’ annoiato. Il marito nativo di un borgo di montagna osservava stupito la sua strana montagna. “Secondo me il sistema è un altro, non è questo!” diceva il montanaro con fare assai modesto. “Secondo me, carissimo, ho il mio mestiere in mano!” rispondeva lei un po’ offesa, e bucò un asciugamano. Disse lo sposo allora con voce assai compunta: “Pensi di far lo stesso con la nostra trapunta? E con l’accappatoio? E con i fazzoletti? E con il mio pigiama? E con i miei calzetti?” Lei insisteva: “Tesoro, vuoi le macchie, non credo! Lascia che io le tratti…!” e giù, un buco al corredo! […]. Insomma, il montanaro ridotto ad andare in giro con le maglie bucate si raffredda, il dottore gli suggerisce di comprare una lavatrice; il marito, prima dubbioso, per evitare di offendere la professionalità della moglie, cede e la compra, con la lavanderina ben contenta di passare i suoi doveri all’elettrodomestico. Sono scene leggere, scritte con un linguaggio semplice e rimato, cariche di ironia. Leggiamo alcuni versi de Il mostro: Stutrumpulzone, il mostro delle nEVI non sopportava la zanzara EVI ed ogni estate, quando la sentiva ronzargli accanto, oh come impazziva! Quella zanzara pizzichina e indiavolata come un aereo scendeva giù in picchiata e gonfio e rosso ridendo lo lasciava! In questo quadretto vi è la rappresentazione delle figure immaginarie tipiche dei bambini (sintesi delle loro paure indefinite), che per esorcizzarle vengono maltrattate; la sconfitta di Stutrumpulzone è una rivincita del mondo dei piccoli sul molto grande, la cui grandezza la si desume nel testo dalla predominanza di vocali oscure come la u. Guai a chi mi chiama passerotto! – I diritti dei bambini in ospedale sono filastrocche che trasmettono una lezione di civiltà, rappresentando allo stesso tempo il grande impegno della Sarfatti su questi argomenti. Leggiamo alcuni versi: Pensa un ombrello, pensalo grande,
mettigli porte, finestre e serrande,
piantagli intorno alberi e fiori,
tingilo tutto di tenui colori,
Chiama dottori, infermieri, persone
capaci, allegre, pazienti e buone,
che ci sian spazi con giochi e guanciali,
che ci sian stanze per curare i mali.
Chiama un pagliaccio con un palloncino
che asciuga le lacrime di ogni bambino….
Sopra l’ombrello sta una cicogna,
sotto l’ombrello un bambino che sogna. Un libro che parla ai bambini dei loro diritti, affinchè crescano in loro la coscienza, tutta in fieri, e la consapevolezza del ruolo che giocano e che dovranno giocare nella società. Ed è naturalmente un libro che semina sensibilità anche tra gli adulti; forse non è un caso che da alcuni anni sia stata redatta una Carta dei diritti dei bambini in ospedale, con 14 voci e che i maggiori ospedali pediatrici italiani si siano impegnati a rispettarla. La Costituzione raccontata ai bambini, illustrato da Serena Riglietti, si colloca sulla stessa scia dell’impegno civile poc’anzi sottolineato, giungendo a definire un progetto vincente: raccontare la Costituzione ai bambini usando la filastrocca. Ogni articolo diventa il luogo per un racconto dialogato; per l’Articolo 1, l’autrice scrive: Democrazia vuol dire Popolo che decide che pensa, sceglie, elegge chi sono le guide? La risposta dei bambini: Noi a scuola usiamo la votazione per scegliere il gioco di ricreazione. Per l’articolo 4, Anna Sarfatti scrive: Quando ci penso… ancora non so quando son grande che cosa farò. Forse il dottore degli scoiattoli… Per ora studio e penso ai giocattoli! Nel presentare l’articolo 13 (La libertà personale è inviolabile) l’Autrice si concede al gioco poetico, racchiudendone il contenuto nei seguenti versi, con una risposta flash dei bambini: Libero giovane libero vecchio libera l’acqua che fugge dal secchio libera donna libero uomo libero bosco libero gnomo. Libera Carta per libero Stato l’ha chiesto un popolo che ha tanto lottato regole scritte per vivere in pace tenendo a freno chi è troppo audace. Dice una regola del nostro Stato: “Decide il giudice se una ha sbagliato” se male ha fatto lo può punire ma deve anche aiutarlo a capire. Non sia vendetta ma giusta pena nessuno mai metta un uomo in catena. Mai la violenza, mai la tortura non si guarisce con la paura. Il commento dei bambini: Libero pesce in libero mare io cresco libero se posso giocare. Ma vorrei liberi tutti i bambini quelli lontani e quelli vicini. L’intenzione dell’autrice è di presentare le coordinate fondamentali su cui si fonda la nostra civiltà democratica, sul ruolo che deve giocare il singolo cittadino all’interno della società, affinchè ognuno cresca impastato con i valori della partecipazione attiva e della vigilanza, senza la via più facile dell’abiura. Concetti difficili, perché essendo astratti sono mal digeribili dai bambini, che hanno una intelligenza concreta; ma l’autrice affronta il problema in modo giocoso e con l’uso sorprendente della rima e la freschezza delle illustrazioni. Per la Sarfatti evidentemente non è mai troppo presto per far conoscere (e interiorizzare) i diritti individuali, i doveri, la libertà, l’uguaglianza, la pace, la giustizia, la dignità della persona…
