Un punto dopo l’altro di Anne Becker, uovonero, 2026

Redazione

 

Matea ha diciassette anni e spesso si chiude nel suo mondo silenzioso: per lei non è facile comunicare, le parole si bloccano in gola e non riescono a uscire. Tutta colpa di Madame Timidezza: è così che la signora Loose, la vicina di casa che le ha insegnato a lavorare all’uncinetto, ha battezzato la gigantesca piovra che alberga nel suo stomaco e che comanda le sue emozioni.

Quando Matea è tranquilla, Madame Timidezza se ne sta sdraiata sul suo divano, in caso di pericolo però è pronta a rizzare i suoi tentacoli.

Succede a scuola con compagni e professori e fuori di casa con chiunque le rivolga la parola, ma non in famiglia, dove Matea si sente libera di comunicare con i genitori e il fratello Aaron. Tutto cambia quando arriva Ricky, la nuova compagna di classe esuberante e ribelle, con un segreto difficile da condividere. Le due ragazze intrecciano un legame che supera il silenzio: le unisce un’amicizia sincera e il lavoro a maglia, che si trasforma in guerrilla knitting, forma di street art che consiste nel rivestire alberi e monumenti con la lana, senza farsi scoprire.

Insieme escogitano un piano, ma Ricky, che ha una storia personale molto difficile, un giorno scompare, proprio dopo aver aiutato l’amica a portare a termine il progetto. Matea cerca invano di mettersi in contatto con lei: non vuole perdere la sua nuova amica e dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per aiutarla a tornare.

«Ricky era semplicemente geniale. Con pochi tratti a biro aveva disegnato la statua davanti alla nostra scuola: due scolari in pantaloncini corti con la cartella in mano. Ormai anche le femmine frequentavano la nostra scuola già da un’eternità, ma nessuno aveva fatto una scultura per loro. Finora. Perché adesso c’eravamo noi: Ricky e Mats.»

 

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