You’ll be fine di Sean Albain

Redazione

 

Cantautore scozzese, Albain ha trascorso oltre quindici anni a girare i continenti come musicista di strada e barman, accumulando un bagaglio di esperienze che difficilmente si impara altrove: l’esposizione diretta di fronte a chi non ti ha scelto e la vulnerabilità come strumento espressivo.

You’ll be fine è un album di nove tracce che si muovono in un territorio stilistico riconoscibile ma non uniforme. La produzione artistica, curata da Guido Andreani, Stefano Piro e Giovanni Calella, è volutamente essenziale: chitarre acustiche, tessiture vocali ruvide, arrangiamenti che non cercano di nascondere la cicatrice ma anzi la mettono in primo piano. La voce di Albain porta nei suoi graffi e nelle sue increspature tutta la storia di un giramondo sempre alla ricerca di sé.

L’approccio destrutturato alla composizione sottolinea la libertà descrittiva di un artista che fa della crudezza e dell’autenticità i suoi elementi di forza. Le influenze che emergono spaziano dal folk acustico scozzese – quello della tradizione di Donovan, ma con una tensione narrativa più contemporanea – fino a sfumature indie-folk internazionali, con qualche eco della prima Cat Power nelle sue pieghe più intime.

In questo primo album Sean Albain non usa mezze misure: si mette a nudo e ci racconta della sua famiglia, dei suoi amici e degli amori che ha vissuto. Ci ritroviamo a mettere insieme i pezzi della sua vita, e ci muoviamo con lui per le strade di Parigi, Roma, Milano, Bruxelles, della Turchia, dell’Africa e della Cambogia. Johnny è forse l’esempio più calzante, quasi una ballad confessionale: un nome proprio come invocazione, come se l’interlocutore fosse un fantasma da chiamare o da congedare.

Un flow originalissimo, testi sempre intensi incentrati sulla condivisione delle difficoltà con l’ascoltatore e una voce unica per energia nel panorama internazionale.

You’ll be fine è un disco che richiede disponibilità a stare dentro una certa scomodità emotiva, ma che vuole essere una mano tesa per non sentirsi soli nelle difficoltà dell’esistere.

 

Crediti

Testi e musiche di Sean Albain

Hanno suonato:

Sean Albain: voce, chitarra
Giovanni Calella: chitarra
Lorenzo Corti: basso
Pierluigi D’Amore: basso
Leziero Rescigno: batteria
Stefano Piro: tastiere, cori, chitarre
Mario Conte: tastiere
Domenico Mamone: sax baritono
Marco Sica: violino
Tom Newton: armonica
Nico Roccamo: batteria
Ilaria Graziano, Francesca Risoli, Marlene Sica: cori
Gnut: chitarre autistiche

Etichetta: ad est dell’equatore

Produzione artistica: Guido Andreani, Stefano Piro, Giovanni Calella

Produzione esecutiva: Stefano Piro, Guido Andreani

Disco registrato da: Guido Andreani, Valerio Mina, presso Black Star Studio

Mix: Guido Andreani

Mastering: Giovanni Versari

 

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