Presentato a Lecce “Girovago stormire”

di Cosimo Rodia

 

Il 30 giugno 2026, nella biblioteca Bernardini di Lecce si è presentato il volume Girovago stormire – Dialogo tra i sentieri della poesia di Lino Angiuli e Carlo Alberto Augieri, Milella, 2026.

È stata l’occasione per gli Autori (Angiuli collegato online), incalzati dalle domande di Mauro Marino e Cosimo Rodia, di precisare che:

La parola poetica deve scavare nel silenzio e abitare la dimensione spirituale;

Bisogna superare l’antropocentrismo e l’idea moderna di progresso;

Bisogna smascherare la memoria dei poteri;

Di fronte all’inumano non si può rimanere spettatori;

La poesia deve restituire il senso all’umano;

La poesia, liberata dell’egoità, deve guardare alla comunità;

La poesia deve caricare di significatività i lessemi come libertà, pluralismo, tradizione, alterità e dialogo;

Proprio dal dialogo la poesia ritrova la sua funzione più alta, quella di costruire ponti tra individui, culture e visioni del mondo.

Evidentemente dalle riflessioni dei due intellettuali è emersa l’indispensabilità della poesia, perché la parola poetica assolve al compito di custodire memoria, immaginazione, spiritualità e speranza.

Riflessioni che hanno originato tra i presenti altri interrogativi, sul come restituire profondità alla lingua, come opporsi al dominio dell’io, come riconoscere nell’altro una parte di noi stessi, come trasformare l’utopia in pratica storica.

Suggestioni lasciate alla sensibilità di ciascuno, per essere coltivate nei silenzi individuali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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