Il mio posto migliore l’album d’esordio di Spina

 

Redazione

Il mio posto migliore è il risultato di un lavoro di scrittura partito nel 2020, durante la pandemia, grazie alla “scoperta” del pianoforte, che diventa per Spina il diversivo principale in quelle lunghe giornate di quarantena, ma grazie anche e soprattutto all’incontro con Claudio Domestico (Gnut) il quale, insieme a Stefano Piro, decide di curare la produzione artistica del disco nel 2023.

Il titolo del disco evoca il bisogno di un posto sicuro: Spina affronta la difficoltà di coltivare la propria unicità e trovare al tempo stesso il proprio posto nel mondo, senza diventare vittima del peso schiacciante della realtà. Pur avendo trattato questo tema in modo strettamente personale, l’artista si è presto reso conto di non essere l’unico a provare questo disagio: al contrario, questo sentimento di inadeguatezza è una vera e propria piaga generazionale, dovuta a un mondo che corre troppo e che in molti casi coglie alla sprovvista “i giovani d’oggi”.

Nelle 11 canzoni vengono affrontati svariati argomenti: alcuni strettamente personali (la scoperta di sé stessi, l’amore, problemi familiari), altri invece ispirati a quello che sembra essere un vero e proprio disagio generazionale (ansia, incertezza sul futuro, depressione).

La sfida che si pone Spina in questo disco è quella di vivere la vita inseguendo le proprie passioni, prendendosi il tempo necessario per raggiungere il proprio equilibrio senza soccombere sotto il peso e l’ansia che molto spesso, purtroppo, la società di oggi impone.

 

Crediti

Testi e musiche: Michele Spina, Claudio Domestico (Gnut) e Stefano Piro

Produzione artistica e arrangiamenti: Claudio Domestico (Gnut), Stefano Piro e Michele Spina

Hanno suonato:

Michele Spina: voce, pianoforte, chitarre
Claudio Domestico (Gnut): chitarre acustiche, chitarre classiche, chitarre elettriche, mellotron, cori
Stefano Piro: pianoforte, tastiere, synth, percussioni, cori
Pierluigi D’Amore: basso
Marco Sica: violino
Michele Signore: violino, viola
Michele Laino: batteria
 

 

 

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