Poesia e riflessione sfidano il caldo a Schiavonea

 di Loredana Lorusso

 

Ci sono serate in cui la letteratura non si limita a essere ascoltata, ma si trasforma in un atto di resistenza. È quanto accaduto a Schiavonea, grazie all’impegno della organizzatrice Maria Curatolo, durante la rassegna “Letture nel Borgo con l’Autore 2026”.

Nonostante un caldo afoso che rendeva lo sventolio dei ventagli un gesto futile contro un vento bollente e carico di soffioni, la platea numerosa non ha ceduto. La comunità letteraria “J. R. Jimenez” presente ha risposto con generosità, offrendo il meglio di sé, in una prova di dedizione che ha reso una canicola senza tregua, vibrante d’intensità.

La serata è stata un viaggio geografico e metaforico. Si è spaziato dal freddo cristallino del panorama finlandese, protagonista dell’ultimo numero della storica rivista “La Vallisa”, fino alle alchimie editoriali della Confraternita letteraria “Del Sud”, che ha presentato la sua originale scommessa: gli opuscoli di poesia a tre voci, nati dall’idea di Giuseppe Zilli e del prof. Daniele Giancane.

Il confronto si è arricchito con l’intervento del prof. Gennaro Mercogliano, che ha tracciato una rotta tra la tradizione pugliese de “La Vallisa” di Daniele Giancane e quella calabrese del “Policordo” di Dante Maffia, ribadendo che la poesia del Sud deve farsi carico di “cambiare la società”.

A questo scenario, il prof. Cosimo Rodia ha aggiunto una riflessione lucida e tagliente: la persistenza di un pregiudizio geografico che confina la poesia meridionale in un cono d’ombra, come se al di là di una simbolica “linea gotica” la produzione letteraria del Sud non esistesse. Rodia ha smascherato l’illusione della rete: il virtuale, pur promettendo diffusione, fallisce spesso nel creare una reale interazione profonda con il pensiero. Per questo, l’autoproduzione e la auto promozione capillare delle riviste cartacee – dove la poesia sanguigna del sud e lo studio accademico si amalgamano – diventano atti necessari, strumenti concreti di confronto, crescita e autonomia culturale.

Il momento di maggiore emozione è giunto quando il prof. Mercogliano ha voluto dedicare un pensiero colmo di stima all’amico poeta Eugenio Nastasi, la cui assenza, per quanto sentita, è stata idealmente colmata dalla presenza del suo pensiero. Paragonato per statura e importanza letteraria ad Andrea Zanzotto, Nastasi è stato al centro di un ideale “abbraccio virtuale” che ha coinvolto l’intera piazza. A lui è andato, corale e sincero, il ringraziamento di tutti i presenti per il suo instancabile impegno poetico, un lascito che continua a nutrire il dibattito culturale del nostro tempo.

[In foto: Interno del Living di Maria Curatolo, a Schiavonea (Corigliano-Rossano)].

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