Pinin Carpi e le ballate per bambini

di Cosimo Rodia

 

Pinin Carpi (1920-2004), nome di battesimo Giuseppe, è scrittore, illustratore e poeta milanese. Proviene da una famiglia di artisti; infatti, è figlio del pittore Aldo Carpi; il suo primo libro per bambini è il famoso Cion Cion Blu; da uomo poliedrico, illustra egli stesso i libri scritti; non meno importante il suo impegno nella divulgazione dell’arte tra i bambini. Oltre a tanti racconti e fiabe ha composto poesia, in cui traspare il suo spirito scanzonato, sempre dalla parte dell’infanzia; ricordiamo: Nel bosco del mistero. Poesie, cantilene e ballate per bambini (Einaudi, Torino 1986 – Einaudi Ragazzi, Trieste 1996); C’è gatto e gatto. Poesia e storie per i bambini (e i grandi) che vogliono bene ai gatti (Einaudi, Torino 1988 – Einaudi Ragazzi, Trieste 1994); Oggi è un giorno tutto da giocare. Poesie cantilene, filastrocche e ballate per bambini (Piemme “Il battello a vapore”, Casale Monferrato 2005).

L’Autore scrive filastrocche e gioca a creare immagini sui generis. Viene da lontano, ad esempio, il suo amore per il gatto, già nell’80 scrive: Gatto, Gattino (UTET, 1980):

Gatto, gattino

il topo l’è in cucina,

poi va sotto il letto,

dove trova un cofanetto,

il confetto rosso,

lui cade nel fosso,

il fosso profondo,

lui fa un girotondo.

Poi scappa sul muro

ma è troppo duro,

poi salta nel secchio,

che sembra uno specchio,

ma cade nell’acqua

che lava e lo sciacqua.

Ma appena lavato,

il povero topo

l’è bello affogato.

Giochi di rime, di similitudini, di consonanza. Sempre allo stesso animale domestico Carpi dedica, verso la fine degli anni Ottanta, la raccolta C’è gatto e gatto (Einaudi Ragazzi – E.L., 1994); l’omonima poesia recita:

Gatto tigrato gatto beato.

Gatto abissino gatto beniamino.

Gatto egiziano gatto sempre sano.

[…]

Gatto dorato gatto indiavolato.

Gatto persiano gatto talismano.

[…]

Ma il gatto soriano è il gatto popolano

e di tutti i gatti è il vero sovrano.

Una poesia che gioca con le parole derivate, con la rimalmezzo. È un elenco che ai bambini, se letto potrebbe avvincerli alla lettura.

Sempre dalla stessa raccolta la bella storia di un banchetto luculliano fatto da un gatto in Gatto matto:

Una volta il gatto Pippo

per dispetto zitto zitto

quatto quatto saltò in letto

con le scarpe, col cappotto,

coi calzoni e col berretto,

[…]

e danzò un folle balletto

saltellando da folletto.

E ballando portò i piatti,

piatti e piatti di prosciutto,

di salmone e di pancetta,

poi zuppiere di risotto,

poi pignatte di spaghetti,

padellate di filetti,

di patate, poi marmitte

di oche arrosto coi funghetti,

vassoiate di ricotta,

di fontina, di caciotta

e poi ceste e ceste tutte

zeppe a grappoli di frutta,

uva, fichi, mele, uvette,

noci, pere e un gran fagotto

traboccante di biscotti

di bignè e gianduiotti

[…].

Così fece un gran banchetto

sbriciolando pane a fette,

sbrodolando sughi e latte,

senza smettere il balletto.

Un racconto tutto giocato sulla ripetizione della t, con l’uso di parole che la contengono; quindi, una forte consonanza che aggiunta alla rima e all’uso dell’ottonario, crea una filastrocca piacevole, cadenzata, con accenti ritmici regolari che aumentano la sorpresa per questo gatto che ruba, mangia e balla.

In Oggi è un giorno tutto da giocare l’autore raccoglie altre poesie, filastrocche e cantilene scritte ai suoi nipotini e per estensione per tutti i bambini. Nella silloge è accattivante lo stuolo magico di fate, piccoli maghi, personaggi comici e attraenti come il bambino travestito da cespuglio o l’orso barbuto.

Sono tante situazioni create probabilmente dallo scrittore milanese per avvicinare i bambini alla poesia.

L’interattività con i lettori cercata da Carpi è mostrata anche dalle tavole disegnate dallo stesso e poste in appendice del libro; l’obiettivo evidentemente è quello che siano usate dai piccoli lettori per giocare, elaborare e raccontare storie.

Il fine delle poesie di Carpi è far appassionare all’ascolto e nel contempo stimolare nel lettore la fruizione autonoma e la produzione, come processo ultimo di autocomprensione.

 

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