L’Impressionismo: trionfo di luci e colori
di Valeria Liuzzi
L’impressionismo è un movimento artistico che si sviluppò in Francia, a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento. La data ufficiale della nascita del movimento sopra menzionato è il 15 Aprile 1874 quando un gruppo di giovani artisti tra cui Claude Monet decisero di organizzare una mostra collettiva esponendo i propri dipinti nei locali del vecchio studio fotografico di Felix Nadar (amico del gruppo), all’indirizzo: boulevard des Capucines n.35, Parigi. Alla prima mostra nel 1874 aderirono trenta artisti: oltre a Monet, anche Berthe Morisot, Degas, Boudin, Pissarro, Renoir, Sisley, Cézanne, De Nittis. Alla prima esposizione collettiva ne seguirono altre sette, poi il gruppo si sciolse e ognuno continuò indipendentemente dagli altri il proprio percorso artistico. Il nome Impressionismo deriva dal titolo di un quadro di Claude Monet (fondatore del movimento e prolifico interprete), esposto nella prima collettiva il cui titolo è: “Impression soleil levant” realizzato dall’artista a Le Havre nel 1872 quando risiedeva in tale luogo. Il titolo originario era “Il Porto di Le Havre” poi ribattezzato in “Impressione sole nascente” nel 1874 in occasione della manifestazione collettiva. Il termine Impressionismo fu anche utilizzato in senso spregiativo dal critico d’arte Louis Leroy che in una recensione definì i quadri dei giovani artisti “impressionisti”, cioè approssimativi, incompleti, privi di dettagli, capaci solo di suscitare giudizi negativi da parte dell’opinione pubblica, dei critici e dei maestri d’arte accademici. Sempre Louis Leroy difronte al dipinto “Impressione sole nascente” dichiarò: …La carta daparati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto”. Ma Il rivoluzionario gruppo di artisti nonostante ciò, continuò la propria ricerca artistica innovativa, sicuro che la modernità fosse ormai alle porte soprattutto rispetto a un nuovo modo di intendere ed interpretare l’arte. Caratteristica principale del loro modo di dipingere era lavorare all’aria aperta (“en plein air”), raffigurando paesaggi carichi di luce, sensazioni atmosferiche e l’invenzione dei colori in tubetto favorì ulteriormente tale metodo pittorico. Obiettivo primario degli impressionisti era catturare l’attimo fuggente attraverso variazioni di luce, riverberi sull’acqua, riflessi atmosferici, durante le diverse ore del giorno. Per questo motivo abolirono il disegno ed il chiaroscuro utilizzarono invece colori vivaci, puri, poggiati su tele a piccoli tocchi veloci, giustapposti, sovrapposti gli uni agli altri. La luce è in continuo divenire durante l’arco della giornata, per questo motivo l’opera doveva essere completata in poche ore e più dello scorcio paesaggistico, la vera protagonista dei dipinti impressionisti è la luce. Abolirono anche l’uso del nero ed utilizzarono ombre colorate: un tono di colore chiaro accostato ad un tono di colore scuro. Rifiutarono di rappresentare temi storici e/o mitologici e sacri, privilegiando come detto sopra: paesaggi, scene di vita urbana, momenti di svago della borghesia parigina. Pertanto, i loro dipinti erano esclusi sistematicamente dalle mostre ufficiali che si tenevano tutti gli anni all’interno dei Salon a Parigi: maestri accademici facenti parte di giurie, selezionavano per le esposizioni nei Salon solo quadri imitativi del classico, ripetitivi, convenzionali, mitologici, storici e realizzati secondo il metodo tradizionale (disegno, ombreggiature, uso degli indici di profondità, prospettiva, proporzioni, sfumature coloristiche), all’interno di studi o atelier d’arte. Monet e gli impressionisti rifiutavano fortemente l’arte accademica e l’approccio operativo legato al classicismo, privilegiavano invece una pittura vera a contatto con la Natura. Particolarmente eloquente è la risposta che Monet dette al giornalista E. Taboureux dopo essere stato invitato a frequentare il suo atelier: “Voilà mon atelier” rispose l’artista e indicò con la mano e fare solenne il cielo, la Senna, il villaggio di Vétheuil. Significativo fu anche la passione di Monet oltre che per la pittura anche per i fiori (famose le serie delle ninfee) e dichiarò: “Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore”.
Nell’Ottocento l’artista e il suo approccio all’arte cambiarono profondamente e radicalmente in quanto non lavorava più per sovrani, nobili, gerarchia ecclesiastica: gran parte della nobiltà fu sostituita dalla emergente classe borghese, inoltre fu inventata la fotografia: l’artista era libero di interpretare la realtà circostante in maniera soggettiva facendo leva alla propria sensibilità creativa senza schemi precostituiti e limitanti. Interprete eccellente della realtà oggettiva divenne il fotografo.
Precursori dell’Impressionismo sono stati i Macchiaioli toscani, tra questi ricordiamo: G. Fattori, T. Signorini, S. Lega, ecc., anch’essi amavano dipingere all’aperto paesaggi maremmani, per cogliere gli effetti veritieri della luce naturale. Il nome Macchiaioli nacque nel 1862 e tale termine fu usato all’epoca in senso spregiativo per indicare una pittura fatta di “macchie” di colore: chiaro-scuro, tenue-forte. I precedenti dell’Impressionismo vanno ricercati anche nella pittura di paesaggio romantico eseguiti dagli artisti inglesi: j. Constable e W. Turner, il primo dette vita a paesaggi pittoreschi (rappresentazione di una Natura benevola, accogliente, benigna) mentre Turner dette vita a paesaggi sublimi (rappresentazione di una Natura cattiva, matrigna, ostile). Infine, da citare la “Scuola di Barbizon” quando un gruppo di artisti francesi, capofila del gruppo T. Rosseau intorno al 1830 si trasferirono nel villaggio di Barbizon in prossimità della foresta di Fontainebleau. Gli artisti appartenenti a tale scuola amavano immergersi nella vegetazione, a contatto con la natura per realizzare dei dipinti realistici.
Il dipinto “Impression soleil levant” manifesto dell’Impressionismo, conservato nel Musée Marmottan a Parigi, la cui tela ad olio misura 65 cm x 50 cm di altezza, rappresenta una veduta mattutina del porto francese avvolto nella foschia dell’alba. Fu realizzato da Monet quando aveva 32 anni e risiedeva in un hotel a Le Havre. Dalla finestra della sua stanza poteva ammirare l’intero bacino portuale e realizzò detto dipinto in poche ore. Si notano due piccole imbarcazioni a remi con pescatori di colore scuro che solcano l’acqua. In lontananza nella foschia mattutina si intravede il porto con grandi imbarcazioni ormeggiate, gru e ciminiere, testimoni del progresso industriale che avanza. Nel cielo avvolto dalla foschia un grande disco solare dai toni arancio si riflette nell’acqua creando lunghi e vibranti riverberi di colore. Nonostante l’arancio intenso del sole e di parte del cielo dalle sfumature giallo-arancio, i colori prevalenti di questo dipinto sono i toni freddi: celesti, verdi, azzurri. L’artista aveva appreso molto bene le nuove teorie scientifiche sui colori e come si percepiscono: ciascun tono coloristico è influenzato dalla vicinanza di un altro, inoltre l’uso di colori complementari come ad esempio l’arancione e l’azzurro utilizzati nel dipinto preso in esame, si esaltano vicendevolmente e rendono il paesaggio marino più armonioso. Monet inoltre davanti al cavalletto, immerso nel suo lavoro spesso indossava abiti scuri affinchè non potessero in nessun modo influenzare i valori cromatici che andavano a definire il quadro. Inoltre nel dipinto preso in esame non ha voluto rappresentare una visione naturalistica bensì creare una suggestione, un’atmosfera indefinita, secondo i criteri della pittura “en plain air” tipica dell’Impressionismo. Del resto ogni cosa, oggetto, albero, montagna, essere umano, ecc. sono avvolti dall’atmosfera. Ciò lo aveva compreso e descritto molto bene alcuni secoli prima Leonardo da Vinci inventore dello sfumato e della prospettiva aerea, affermò da scienziato quale era che tra l’osservatore e il paesaggio si frappongono una serie di strati atmosferici da interpretare su tela con toni celesti-azzurri ciò che si seleziona e si rappresenta in lontananza. Nei quadri di Monet, dunque la natura si offre in maniera immediata agli occhi dell’osservatore e i nostri organi visivi registrano in maniera oggettiva tutti i dettagli sui quali ci soffermiamo, ma il nostro intelletto con un’operazione di sintesi scarta il superfluo, mantiene solo l’essenziale, in maniera del tutto simile a…. “quando terminata la lettura di un libro, noi ne abbiamo compreso il significato, senza per questo ricordarne dettagliatamente tutte le parole che lo compongono” (Piero Adorno).
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Se continui a navigare su questo sito supponiamo che tu sia d'accordo con questo. Cookie SettingsAccetta
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.