L’anima dei poeti estinti – Il  Premio Pollino – Ponte d’Argento, Macabor, 2025

di Maria Pia Latorre

 

“L’anima dei poeti estinti” è un corposo saggio pubblicato da Macabor (Francavilla Marittima, Cosenza, www.macaboreditore.it) nel 2025, nella collana “Nuova luce”, contenente studi e materiali sull’opera di Claudia Manuela Turco, in occasione dell’assegnazione del Premio Pollino − Ponte d’Argento Seconda Edizione, 2025.

Il volume, a cura delle apprezzatissime Angela Greco e Caterina Lazzarini, con interventi, tra gli altri, di Paolo Ruffilli, Lucia Gaddo Zanovello, Ivano Mugnaini, Alessandro Fo, René Corona, Tommaso Di Brango, Elisa Nanini, Rocco Salerno e Pino Corbo, nasce con l’intento di far emergere l’originalità della poetica dell’artista, promuovendo una riflessione sulla rilevanza letteraria del suo percorso. Dunque un volume che ne analizza profondamente l’opera.

Il Premio Pollino–Ponte d’Argento è un riconoscimento letterario creato dall’illuminato editore Bonifacio Vincenzi e mira a valorizzare opere e scrittori d’importanza nazionale e internazionale. Per il secondo anno la cerimonia di premiazione si è svolta nel ridente borgo di Civita, noto per le sue bellezze e per la sua storia arbëreshë.

La casa editrice Macabor è da decenni motore propulsore nella valorizzazione di personalità di spicco della cultura nazionale e internazionale e rappresenta un volano per la realtà calabrese. Come ha scritto Bonifacio Vincenzi nell’Introduzione al volume: “Un Premio che mette in evidenza un autore e il suo lavoro, dunque, e che abbia in un libro il riconoscimento più alto, volto a sottolineare il percorso letterario di una vita e la testimonianza inconfutabile di un valore”.

Il volume “L’anima dei poeti estinti” è un viaggio nel mondo di Claudia Manuela Turco (nom de plume Brina Maurer), classe 1970, giornalista, poetessa e narratrice.

Un percorso a trecentosessanta gradi nella sua opera, che esplora la complessità dell’alterità. Tanto da dire su Brina Maurer. La sua scrittura si colloca “sulla soglia” tra prosa e poesia, tra umano e animale, promuovendo un rapporto armonioso e rispettoso con la natura, sempre presente come organismo vivente, non solo come sfondo delle vicende narrate.

Qui ci riferiamo, come esempio, alla saga in cui il cane Glenn (alter ego della scrittrice) rappresenta l’amore incondizionato, quello che molti di noi sperimentano con i propri compagni animali, e riesce a creare una profonda connessione con la natura, nel solco di un’”etica ecologista”.

La parola della Turco rappresenta un gesto di cura e un invito all’ascolto delle voci silenziose. La sua scrittura affronta temi di vulnerabilità, sofferenza e di ricerca di identità, proponendo una riflessione sulla condizione umana e animale. La vita è vista come avventura e dramma, attraverso una narrazione visionaria tesa a coinvolgere il lettore in un viaggio emotivo. L’artista ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro letterario, tra cui la Medaglia del Presidente del Senato della Repubblica Italiana.

Come recita la sinossi “Questo volume (che contiene una poderosa antologia di testi) nella sua ispirazione fondamentale richiama in modo evidente i temi trattati dall’autrice nella sua opera evidenziandone, con un gruppo di testimonianze critiche significative, l’essenza profonda della sua scrittura”.

Plauso alle autrici e critiche Angela Greco e Caterina Lazzarini per l’ampia analisi e per il bel volume prodotto all’interno del quale sono proposte e analizzate numerose poesie della Maurer.

 

Maternità floreale

Madre, micromosaico di vita,

nel recinto dell’infanzia

il profumo di vino delle tue rose

esplodeva

in colori ebbri di vivida carne.

 

Nella mia casa

mai troveranno posto

fiori recisi,

uccellini in gabbia,

petali di piume strappate alla vita.

Le pareti di questa casa

son spugne protese

verso una natura libera.

 

Anche se non avrò mai più un giardino,

anche se la mia pelle

il vegetale velluto

non accarezzerà mai più,

questi vasi resteranno vuoti,

memori del cerchio dell’infanzia,

altari lucenti di libera vita.

(Da Il Centauro malato, 2018)

 

Inutile o quasi impossibile dipingere,

doloroso fotografare,

superfluo annotare, nei diari,

ogni sintesi e rilevanza quotidiana,

tentando di duplicare la realtà

in una copia virtuale inossidabile.

(da Biancabrina e le sette Nine)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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