Riapre con l’invito a “denunciare la realtà” e con la presenza, graditissima, significativa e simbolica, del giornalista d’inchiesta de La7 Danilo Lupo, che si collegherà in streaming da Roma. Una serata condotta da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa con l’intento di ribadire ed evidenziare il senso stesso dell’avventura di tò Kalòn, in quasi dieci anni di attività: promuovere il pensiero critico come atto rivoluzionario di conoscenza. Con questo intento incontreremo Danilo Lupo, e la sua professione, come abbiamo incontrato, in questi anni trascorsi, e continueremo ad incontrare nei prossimi mesi, intellettuali e professionisti, studiosi e ricercatori, artisti e scienziati, filosofi e appassionati del sapere, poeti e scrittori, all’insegna di quella “bellezza della conoscenza” che rimane una sorta di ‘mistero filosofico’, anche per noi che l’abbiamo evocata, nel fondare, a suo tempo, tò Kalòn, con la preziosa e indispensabile collaborazione dell’imprenditore martanese Pasquale Rescio (Azienda SPRECH), che ci offre gli spazi di attività e che ringraziamo ancora una volta per la sensibilità culturale e sociale. Danilo Lupo, salentino di Casarano, ha cominciato giovanissimo il mestiere, come lui stesso ama definirlo, di giornalista, distinguendosi per capacità critiche e comunicative, ma anche per spirito di indipendenza e per vocazione civile.
Autore di numerose inchieste, apprezzato sin dagli inizi della carriera per il suo coraggio civico di giornalista, che lo ha reso capace di guardare dentro i risvolti più contraddittori e avversi della società italiana, dal malcostume alla mafia, dalla politica agli affari di piccolo e grande cabotaggio, dalla disonestà all’ingiustizia sociale, Danilo Lupo ha ricevuto unanimi riconoscimenti e alcuni premi importanti. Sono noti ai pugliesi e ai salentini i suoi esordi, oltre vent’anni fa, con la trasmissione televisiva per la rete locale Telerama, “l’Indiano”, che lo vedeva, giovanissimo, misurarsi con alcune scottanti criticità sociali e politiche del territorio. Una fase eroica di impegno e formazione, che ha lasciato un vivo ricordo tra i suoi conterranei, dove Danilo torna spesso per gli amici, i familiari e anche, ovviamente, per i suoi seguitissimi servizi. Attualmente Danilo Lupo vive a Roma dove lavora per La7, collaborando con la trasmissione di Corrado Formigli “Piazza pulita” e con altri programmi della stessa rete.
I suoi percorsi di indagine nella società, nella cronaca e nella politica, evidenziano sempre un retroterra, fatto di formazione e di impegno, che non lascia mai spazio all’improvvisazione.
Non è un caso se gran parte delle sue inchieste hanno avuto come obiettivo non solo la descrizione e la denuncia, ma anche l’analisi e l’articolazione dei fenomeni e dei fatti, per meglio focalizzarli e, in definitiva, comprenderli. Nei servizi di Danilo Lupo emerge sempre questa esigenza, teoretica ed etica, di comprensione e di denuncia, che costituisce poi il file rouge che, a nostro avviso, lega filosofia, letteratura e giornalismo e sul quale vogliamo indagare in questo incontro, cercando di evidenziare analogie e corrispondenze, capaci di stimolare le nostre curiosità e le nostre coscienze. Quasi un’essenza comune che alimenta tre diverse attività di conoscenza nelle quali storicamente si realizza il pensare umano. E tornare a riflettere sul pensare umano, per quanto possa apparire un esercizio generico e scontato, può essere un’occasione unica di ripresa e di rinascita, in un contesto incerto, pericoloso e, per certi versi, assurdo e irriconoscibile, come quello che stiamo vivendo, tra assalti alla democrazia, autoritarismi, guerre, aggressioni e genocidi. Denunciare la realtà, non voltarsi dall’altra parte per cercare impossibili schermi consolatori, ma, invece, non avere paura di esplorare l’orrore dell’abisso, per analizzarlo, comprenderlo e combatterlo: è ciò che fanno tutti i giorni, nella loro professione, con spontaneità e serietà, i giornalisti competenti e coscienti come Danilo Lupo.
Ma è anche il monito, filosofico e politico, che ci giunge dalla filosofa del Novecento Hannah Arendt, nel suo studio sull’origine del totalitarismo, e che costituirà l’incipit della ripresa delle attività a tò Kalòn, insieme alle testimonianze e agli insegnamenti di altri grandi della filosofia, della letteratura e del giornalismo, che saranno evocati da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa, ed entreranno nel “parterre de roi” di tò Kalon, ancora una volta luogo di infinita immaginazione, di amicizia e solidarietà intellettuale, di comunità autentica e di speranza. Davvero un “ritorno a Itaca”, per noi, in una serata sorgiva di rinascita, di riflessione e di progettazione. (Già apparso sulla rivista online “Il pensiero mediterraneo” del 13 settembre 2025)
