Educare alla Bellezza

di Valeria Liuzzi

 

Parto dal significato di bellezza: un oggetto, un quadro contemplato è bello quando ci incuriosisce, ci affascina, ci stimola, ci intriga, portandoci ad una libera e disinteressata riflessione. Il bello si pone inoltre, in una dimensione simbolica unendo il visibile con l’invisibile.

La bellezza caratterizzata da simboli è qualcosa di profondo che ci appartiene umanisticamente e lo compresero molto bene gli antichi greci, i quali dettero vita a forme artistiche connotate di bello perfetto, ideale, dimostrando che ciò che è Bello è anche Buono, Giusto, Vero e viceversa.

I templi pagani furono costruiti tenendo conto di proporzioni auree e le sculture furono realizzate utilizzando il canone proporzionale. La “sezione aurea” e il “canone proporzionale” hanno conferito alle opere artistiche grande bellezza, armonia, equilibrio, ordine, non solo durante il periodo classico ed ellenistico, anche nei secoli successivi ogni qual volta gli artisti si sono ispirati ad essi.

Il Bello è talmente connaturato all’Universo, a ciò che lo regola e all’essere umano al punto che Afrodite o Venere dea della Bellezza e dell’Amore, nata secondo la leggenda dalle onde del mare e sospinta a riva su di una conchiglia fino all’isola di Cipro, in realtà sia partorita da uno sguardo umano rilevando in lei armonia esteriore e dell’anima.

Sublime è l’interpretazione di Sandro Botticelli nel dipinto dal titolo “La Nascita di Venere”, conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze, fulgido esempio del Rinascimento italiano.

La bellezza, la poesia, il romanticismo, l’arte, sono le cose che ci tengono in vita, ci infondono speranza, in quanto siamo membri della razza umana che è piena di passioni e fragilità.

Ecco perché osservare un colonnato, un tempio, soffermarsi davanti ad un quadro per scoprirne la sua storia, le leggende che lo animano, confrontandoci con le nostre emozioni, fragilità, sogni è una competenza che bisogna acquisire fin da piccola età, non è appannaggio solo degli adulti.

L’Arte parla di noi da sempre, favole interminabili di eroi ed eroine si srotolano lungo le pareti dei musei di tutto il mondo, piazze, strade, edifici religiosi, gallerie d’arte.

Educare alla Bellezza è allenamento della competenza emotiva e della sensibilità. Per contro della bellezza non è la bruttezza ma la rozzezza culturale e l’ignoranza emozionale (Marco Dallari).

Credo che la bellezza debba diventare motivo pregnante e preponderante per educare le giovani generazioni a partire dalle scuole dell’infanzia. “Il bambino deve poter crescere e vivere in un ambiente di bellezza” affermava Maria Montessori. Ciascun cittadino deve avere il diritto di acquisire una consapevolezza culturale, conquistando la possibilità di comprendere il patrimonio storico-artistico e paesaggistico di cui è custode per tutelarlo e valorizzarlo nel tempo.

Esercitando il diritto alla bellezza attraverso lo studio della storia dell’arte si accede a condizioni di benessere, felicità e ciascun ragazzo acquisisce nel tempo sensibilità ed empatia verso gli altri. Osservare, leggere, analizzare un’opera d’arte, si traduce in un esercizio di incontro, di profondo ascolto.

“La bellezza salverà il mondo” è una celebre frase di Dostoevskij che non è un semplice omaggio alla bellezza artistica o paesaggistica ma qualcosa di più profondo, in quanto il bello ci commuove e ci porta ad essere compassionevoli verso l’altro, ci induce ad operare per il bene comune, per la pace. Per ultimo, educare alla Bellezza consente non solo di maturare sensibilità, profondità emotiva, forma il futuro cittadino con sani principi e valori appartenenti all’intera comunità umana.

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