4^ INCONTRO DEL FESTIVAL DI POESIA ERRANTE: MAURO MARINO

di Anna Donata De Blasi

 

È calato il sipario ieri sera, giovedì 18 settembre 2025, sulla SETTIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DI POESIA ERRANTE- ADUNATA POETICA, tenutosi a San Donato di Lecce dall’11 al 18 settembre, che ha visto il susseguirsi di poeti e musicisti provenienti da tutta la Puglia e dall’estero nelle piazze e nelle chiese di San Donato e Galugnano.

 Ieri sera, dalle ore 19.30, sotto la suggestiva chioma del ficus rubiginosa della piazzetta di “Via Milano” a San Donato, il responsabile del presìdio del libro di San Donato di Lecce Giuseppe Zilli, artista poliedrico (poeta, scultore e pittore di San Donato) ha dialogato con il poeta Mauro Marino, autore del libro “Poesie della vicinanza” Ed. Spagine 2025.

Ha aperto la serata Enzo Marenaci con la sua chitarra e la sua voce coinvolgenti con dei versi cantati dedicati ad Ezechiele Leandro, l’artista naif di San Cesario, perché “entrando nella sua scrittura capivi le sue visioni: le parole hanno un senso, quando squarciano un velo”.

Giuseppe Zilli ha ringraziato Mauro Marino (Lecce, 1956), operatore culturale e curatore editoriale, attento conoscitore delle poetesse e dei poeti del Salento e dell’intera Puglia, per aver accettato di partecipare alla settima edizione del Festival e per la cura, che egli ha nei confronti dell’altro. Mauro si è sempre interessato di poesia, benchè la sua prima raccolta poetica “Di politica e d’amore 2000-2020” (Spagine del Fondo Verri, 2020) nasca solo quando imperversava la pandemia del covid-19.

Alla domanda di Zilli sulle motivazioni di questo grande stacco temporale, Mauro Marino ha risposto che “a volte, aver cura dell’altro distrae da sé”. Mauro ha una formazione sociologica e teatrale, per cui l’altro è la persona a cui riferirsi. È stato fondamentale ad Urbino l’incontro con il poeta Danilo Dolci, attraverso il quale ha potuto coniugare la sociologia con l’atto poetico.  Il libro “Poesie della vicinanza” nasce nel 2025 ed è uno sguardo sull’altro, una poesia politica nel senso più nobile della parola.

Mauro Marino, poi, espone candidamente cos’è per lui la poesia, già oggetto di discussione nel terzo incontro del Festival con Daniele Giancane, Cosimo Rodia e Carlo Alberto Augeri: “la poesia sta nel tempo, nell’accadere delle cose e il poeta è colui il quale è capace di ascoltare quel tempo, di tradurlo in ritmo, in versi: accogliere l’altro sempre e comunque nel tempo. Nella cura delle relazioni di una persona che vive il disagio c’è un approccio spirituale, una tenerezza nella compassione: nella poesia c’è il sacro, la poesia coglie la bellezza e trova la sintesi nella parola, nel segno”.

Zilli chiede ancora il perché di una sezione nel libro sia dedicata al suo lavoro e Marino risponde che quella sezione “contiene versi che nascono proprio nell’immediatezza delle situazioni, al Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare di Lecce, nell’urgenza di declinarli”.

Per Zilli la poesia può essere uno strumento politico e si chiede come mai ora, in questo momento a livello mondiale, non riesca a svolgere il suo ruolo. Mauro Marino fa notare che i poeti gazawi, “a cui è rimasto solo la parola, chiedono ascolto, anche se la poesia è uno strumento minoritario”.

Nel libro ci si imbatte in alcuni artisti leccesi come De Candia, Caputo e poi Osvaldo Licini, artista marchigiano. Ebbene, Mauro ha conosciuto le opere di Licini a Urbino in una mostra antologica: nel lavoro di Licini c’è molta poesia e l’artista di Monte Vidon Corrado è stato uno dei “mattoncini” della sua formazione.

Mauro Marino ha letto la poesia “Itinerario”, a pag. 79 del suo libro: “Questo caos soffoca./ un esilio vorrei, a Minusio,/ nel “chiaro mondo dei beati”./ O tornare ad Ascona/ sul Monte Verità/ a provare le danze di Laban/ e conversare con Hermann/ preparare con lui un nuovo/ “pellegrinaggio in Oriente”.  Per Mauro Marino “Il pellegrinaggio in Oriente” di Hermann Hesse è un libro importante, dove Hermann immagina che degli illuminati attraversino il tempo, dove il servo Leo è il reale capo di tutto il gruppo di persone, che esplora un pellegrinaggio iniziatico verso una dimensione spirituale. E Marino afferma: “Io voglio essere servo di una comunità, che diventa vita.”

“Io devo molto al poeta Antonio Verri, scomparso tragicamente il 9 maggio del 1993, perché mi ha insegnato la costanza e al poeta Vincenzo Ampolo, che curava una rivista letteraria, che mi ha aiutato a liberare la mia creatività”.

Il sindaco di San Donato di Lecce, dott. Alessandro Quarta, ha salutato Mauro Marino, ha ringraziato Giuseppe Zilli per il suo lavoro di promozione della cultura sul territorio di San Donato e Galugnano e ha ribadito che “il Festival di Poesia Errante – adunata Poetica è un evento che caratterizza la nostra piccola comunità, ma viva culturalmente, con l’auspicio che il Festival possa diventare sempre più coinvolgente e importante e che l’arte, la cultura e la poesia possano muovere il mondo”.

Il Presìdio del Libro di San Donato di Lecce ha ringraziato: l’Amministrazione Comunale di San Donato di Lecce, nella figura del sindaco dott. Alessandro Quarta; l’assessora alla Cultura dott.ssa Ilenia Taurino, che ha sottolineato l’importanza della poesia e della cultura come strumento di crescita umana e sociale per il nostro territorio; il Presidente del Consiglio Comunale avv. Antonio Luceri con delega alla Biblioteca di Città Gino Perrone per il suo sostegno; la Biblioteca di città “Gino Perrone” di San Donato; il Bar Blue Sky, l’Associazione Artenoa e l’Associazione culturale ACT ( ARTE-CULTURA-TERRITORIO) SALENTO e tutti coloro, che hanno contribuito alla realizzazione degli eventi, compreso il nutrito e attento pubblico, che ha partecipato alle varie manifestazioni.

Appuntamento all’ottava edizione.

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