Pane d’acqua di Di Luigi Pizzuto, Editrice Lampo, 2025

di Maria Pia Latorre

 

Affonda le radici nel “De Rerum Natura” di Lucrezio “Pane d’acqua”, la silloge del poeta molisano di lungo corso.

Aprire un libro di Pizzuto comporta la certezza di incontrare paesaggi naturali, di potersi soffermare su cieli, nuvole e corsi d’acqua, di poter incontrare da vicino animali selvatici ormai  sempre più esclusi dalla nostra vita inurbata.

È strettamente legata all’opera lucreziana per la continua domanda che resta accesa, dall’inizio alla fine, circa la concretezza della realtà e lo spazio. “Lo spazio si estende all’infinito oltre le mura del mondo e ciascuno di noi chiede di sapere cosa esiste laggiù, nell’immensità, là dove l’intelligenza può spingere lo sguardo, se vuole, dove il pensiero può lanciarsi e volare liberamente”. Sembrano scritte esplicitamente per la raccolta di Luigi Pizzuto le parole di Milo De Angelis, poiché ben fotografano la coscienza del poeta Luigi Pizzuto e il suo pacato procedere lungo i sentieri della ricerca.

Ma riavvolgiamo un attimo il filo a partire dal titolo della silloge, “Pane d’acqua”. Si tratta di  acqua o pane? O tutt’e due insieme? In un’ardita operazione che solo a un poeta può riuscire: quella di unire il separato, di far cambiare forma e natura alle cose, di animare l’inanimato. E Luigi, non nuovo a sperimentazioni e a originali connubi, vi si cimenta.

Riporto in esergo le parole di Daniela Cafaro “L’acqua alla Terra/ l’acqua agli uomini/ l’acqua alla vita… Tiene in piedi/ il mondo” perché è dall’acqua che si parte per questo viaggio straordinario tra le cime molisane e il subappennino dauno, in quel cuore d’acqua che è il Lago di Occhito. Da lì parte il viaggio, il cuore motore, con i nove comuni di Carlantino, Colletorto, Celenza, San Marco La Catola, Tufara, Gambatesa, Pietracatella Macchia Valfortore, Sant’Elia a Pianisi che fanno da corona al lago e che Luigi, innamorato alla follia della sua terra, snocciola come preziosità nella lirica “Perle d’acqua”, mentre compiono un lento girotondo di vita intorno al lago, auspicio d’eternità.

Il lago contiene anche il racconto dei borghi”, ci informa Ubaldo Spina nella bella prefazione. E ancora: “La lettura di quest’opera produrrà immedesimazione nei sentimenti e nelle sensazioni dell’Autore e che i testi trasmettono”. Ed è proprio così, col piacere d’immedesimarsi nei “flash da Eden” che si materializzano davanti agli occhi del poeta e che lui c’insegna delicatamente ad amare.

Ancora dalla Prefazione: “E poi i colori. Tanti, e nella varietà dei toni e delle sfumature che lo scorrere del tempo produce”, colori che si materializzano sulla pagina, accompagnati dai fantasmagorici sfondi tipografici che rendono questo libro di poesie il più colorato in assoluto che abbia da sempre avuto tra le mani. Ciò la dice lunga sulla creatività di Luigi Pizzuto. “Le bacche rosse, la strada verde pastello, il verde e il giallo del grano, i numerosi toni di azzurro, le gocce di acqua adamantine”, una tavolozza a cui fanno da contrappeso i toni sfumati dei versi e degli umori del cuore, sempre gioioso di fronte allo spettacolo della natura”, “un cuore felice che incarta una nuova gioia di vivere”, sempre coinvolto nelle fatiche contadine e nella sacralità del lavoro poiché “Il pane è sacro/ è una voce di speranza”.

Tanti i centri pugliesi e molisani citati e pronunciati con amore dal poeta, Provvidenti, “un nido di case sulla roccia fatata”, Canne della Battaglia, “un capolavoro che non dipende dalle mani dell’uomo”, e Gildone “tra arcate in ombra”.

Ed è proprio Gildone il trait d’union che dà il titolo alla silloge, essendo questo centro molisano noto per la Festa del Pane che si svolge, secondo tradizione, da tempo antichissimo, a celebrare l’opulenza del grano e la sua benedizione.

“Pane d’acqua” è un’immersione nella sferzante forza vitale, è parola carica di vita e speranza, di positività, amore e resurrezione, anche quando parla del dolore di Gaza. Un libro pieno di luce che proietta nel cielo fuochi d’artificio tra versi e immagini, perché “la poesia è un respiro affettuoso che tutti i giorni bacia il tuo cuore”.

 

Lascia un commento