Sparkle – il pesciolino che voleva viaggiare di Laura Martucci ed illustrato da Rossella La Sorsa, Milella, 2025

di Cosimo Rodia

 

È un volume di genere ibrido, nel senso che è un racconto d’avventura ma anche un albo illustrato per le belle immagini color pastello a tutta pagina di Rossella La Sorsa.

Sparkle è un pesciolino che vive nelle acque calme dell’oasi naturale delle Cesine, nato con una coda più corta, che non gli impedisce di intraprendere un viaggio verso Santa Maria di Leuca, spinto dai racconti meravigliosi di Nonno Corallo. Così attraversa i noti punti costieri del Salento, tra cui: la Grotta della Poesia, Torre dell’Orso, punta Palascia, Otranto, porto Badisco, Castro, la Grotta della Zinzulusa, il Ciolo, Santa Maria di Leuca; e risalendo lo Ionio: San Gregorio, Torre Mozza, Ugento, Gallipoli, Santa Maria al Bagno, Porto Selvaggio, Porto Cesario, Punta Prosciutto…

In ogni luogo Sparkle interagisce con essere viventi diversi e da ognuno acquisisce atteggiamenti, sentimenti, fiducia in se stesso.

«Dopo aver ammirato gli indimenticabili tramonti di Punta Prosciutto, Sparkle avvertì un dolce richiamo. Il suo cuore, così pieno di nuove esperienze e saggezza, iniziava a sentire la nostalgia delle acque calme delle Cesine. Era il tempo di tornare a casa… con storie da raccontare e lezioni da condividere».

Così, riabbraccia la sua famiglia e gli amici cui racconta il viaggio e i vari incontri, mentre tutti ascoltano incantati.

Il viaggio è evidentemente un’esperienza umana fondamentale, attraverso cui crescere e formarsi per le esperienze vissute sulla propria pelle; il viaggio è una condizione essenziale di formazione; è la messa in discussione dei confini, proprio come fa Sparkle, per il cui coraggio ha avuto concretamente la possibilità di superare i limiti imposti e sperimentare nuove possibilità esistenziali, correndo sempre rischi e padroneggiando la paura. La condizione allora di superare la comfort zone è la possibilità concreta di accrescere la capacità di adattarsi nel mondo esterno ed essere contestualmente anche di esempio per una trasformazione collettiva (quando il pesciolino torna alle Cesine, diventa un mito da emulare e le sue esperienze diventano paradigmatiche). Così il viaggio del pesciolino è la metafora umana dell’avventura come motore di conoscenza, di adattabilità e di soggettività.

Naturalmente il racconto contiene anche la celebrazione delle bellezze naturalistiche del Salento che partendo dall’oasi naturale, appena a sud di San Cataldo di Lecce, si procede verso Santa Maria di Leuca, toccando i luoghi che la mitologia, l’industria turistica e l’escursionismo ambientalista hanno divulgato nel mondo. Il racconto colpisce per la capacità di trasformare la subregione pugliese in un vero e proprio paesaggio dell’anima. L’autrice non si limita a elencare le caratteristiche naturalistiche, ma le restituisce attraverso immagini sensoriali, che permettono al lettore di percepire i profumi, i colori e i silenzi dei luoghi narrati. La natura emerge come protagonista assoluta: grotte, polle di acqua dolce, tramonti, falesie, fari, coste non sono semplici sfondi, ma presenze capaci di ammaliare chi legge.

Un bel racconto che tra scrigni di bellezza e modo di essere nel mondo, insegna ad amare la vita con piena soggettività in barba ai pregiudizi.

Lascia un commento