Paradiso di Dana Ghetilieri, I Quaderni del Bardo Edizioni, 2026

Redazione

 

È un poema narrativo in 33 canti che recupera la struttura classica dantesca per raccontare un futuro prossimo (gennaio 2026) inquietante e profetico.

La protagonista, Dana la “Furiosa”, si risveglia in un mondo post-bellico dove l’umanità è divisa. Da un lato la Natura ferita e sfruttata, dall’altro una Metropoli iper-tecnologica governata da un’Intelligenza Artificiale (il Cervello Supremo) che impone il controllo totale tramite crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa illusoria dell’immortalità digitale.

Ghetilieri non usa mezzi termini. La sua è una satira politica sferzante che affronta i temi più caldi e controversi del nostro tempo: la maternità surrogata (vista come sfruttamento delle donne), le derive dell’identità di genere, la gestione pandemica e l’ecologia di facciata. Attraverso incontri con personaggi simbolici – dalle madri ribelli ai giovani pentiti della transizione di genere – l’autrice costruisce un manifesto ecofemminista che invoca un ritorno alla realtà corporea e biologica contro l’alienazione virtuale.

 

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