Chiara Carminati una poetessa per l’infanzia[1]

di Cosimo Rodia

 

Chiara Carminati è una scrittrice, ma è principalmente una poetessa per bambini; si distingue per la capacità di comporre testi vigilati e per la tendenza a teatralizzare la poesia col fine non solo di rendere più accattivante la narrazione in versi, ma di far amare la potenza insita nella parola.

Carminati padroneggia la poesia e la utilizza per raccontare il mondo; per la poetessa la parola è come un elastico tirato fino al limite per narrare. E al genere si accosta alternativamente in modo giocoso e in modo serio.

Tra le diverse pubblicazioni, ricordiamo: Nella buccia dell’astuccio (Mondadori, 2005), Le quattro stagioni (Fabbri, 2004 – Rizzoli, 2008), Rime per le mani (Panini, 2009), Poesia per aria (Topotittori, 2009), Il mare in una rima (Mondadori, 2000 – Nuove Edizioni Romane, 2010).

Nello spettacolo musicale Parole matte, realizzato con i musicisti della Linea Armonica, la Carminati esplicita il suo programma poetico: prende delle parole che non vogliono dire niente, poi delle altre che vogliono dire qualcosa, le mescola e per gioco nasce la filastrocca.

Nella raccolta Poesia per Aria dice a proposito della poesia:

Poesia ha parole matte

per ridere e pensare

ci giochi le assapori

e poi le fai volare.

Poesia ha parole matte

che dicono in profondo

[…] di come è fatto il mondo. 

Rime per le mani è un altro libro in cui le parole s’intrecciano con le note, al punto che le filastrocche oltre ad essere sonore diventano ritmiche, nel parlare delle varie parti del corpo. Il musical per bambini è evidentemente la nuova frontiera della poesia per bambini, che potrebbe spingere il lettore ad amare e a “consumare” questo genere.

Riuscito è il libro Le quattro stagioni, illustrato da Pia Valentinis. È la storia di Piccolo Vento che parla del cambiamento della Natura nel corso dell’alternarsi delle stagioni; un passaggio che si manifesta con la variazione dei colori, dei profumi, dei paesaggi… I bambini son capaci con queste poesie di fare esperienze del mondo e conoscerlo.

Sullo stesso tema si muove Poesia per Aria, illustrato da Clementina Mingozzi. Troviamo poesie che guardano il mondo fenomenico sia dell’infinitamente piccolo sia del grandissimo, come ad esempio: brezzoline e tempeste, nebbia e cielo stellato… E sempre Carminati scrive con eleganza:

Poesia è una voce allegra

che fa le capriole

e come l’acqua e il vento fa cantare le parole.

Poesia è un orecchio attento

che ascolta e cattura

è un seme nato dentro che riempie chi lo cura.

Dice Carminati che per fare poesia bisogna vedere con le orecchie e ascoltare con gli occhi; sembra una contraddizione in termini, ma il poeta quando è tale, automaticamente di fronte al mare chiude gli occhi e ascolta il fragore d’intorno, che gli entra nella testa, tanto da formare figure.

Un libro certamente maturo sia nello stile sia nei contenuti è l’ultima edizione de Il mare in una rima, silloge arricchita per le Nuove Edizioni Romane, dopo la prima uscita con la Mondadori. Un libro che ha come location il mare, per fissare onde, pesci, la nascita di Venere, vecchi marinai, conchiglie, capitani… Un libro colorato da Pia Valentinis, che mostra già con la prima lirica quale sia il potere della poesia; leggiamo Sonetto di un nuovo libro:

Levate l’ancora, ciurma all’ascolto!

La prima pagina sventola e attende

che anche l’ultimo nodo sia sciolto

per risucchiarvi tra storie e leggende.

 

Prenderò il largo su righi leggere

su carta ruvida e odore d’inchiostro.

Basterà un soffio a sfogliare le vele

e il mio orizzonte diventerà il vostro.

 

Lasciate il porto, il vento è già pronto

vento di voce vivace e vicina

che vi trascina dall’alba al tramonto…

 

Lasciate il porto, tagliate la cima

girate pagina, salpa il racconto

e niente più sarà come prima.

Il sonetto dà subito l’idea di come Carminati sia padrona dell’arte poetica: scrive in endecasillabi col rispetto della rima alternata. Ma per guardare al contenuto, la poetessa ci dice in maniera indiretta (visto che apre la silloge) che la lettura della poesia permette di partire verso un altrove, permette di fare esperienze che inevitabilmente modificano la vita.

Sul piano delle risposte fantastiche ai bisogni dei bambini c’è la bella poesia L’omino che la sera; i bambini trovano una loro giustificazione chimerica agli avvenimenti naturali, così immaginano che ci sia un omino che calma il mare per permettere alle stelle di specchiarsi sull’acqua… fino a quando lo specchiarsi partorisce un’altra stella marina; leggiamo i versi lievissimi:

Io sono l’omino che la sera

tende le onde

e stira il mare

perché le stelle del cielo

si possano specchiare.

 

La forma riflessa delle stelle

si colora

col sussurro rosato dei coralli.

Così, la mattina

sul fondo del mare è nata

un’altra stella marina.

Nel volume non mancano giochi di parole e indovinelli; avvincente è Cartolina della costa; nel presentare il faro, i versi conclusivi recitano:

[…] resto un eremita

in mare e nella vita

ti faccio l’occhiolino

ma ogni aiuto è vano se vieni più vicino.

Di non minore pregnanza è il Lamento del mitilo scritto con perfetti settenari e ottonari. In Il mare in una rima ci sono anche dei miti come Il primo polpo, secondo il quale il mare nasce per le lacrime versate da un polpo che invoca un mondo più popolato. Un mito che ripropone l’indifferibilità del sentimento dell’amicizia. Ma è nello stile che l’autrice di Udine mostra d’essere matura; fa uso di un linguaggio cristallino, semplice, figurato, con la predominanza di metafore e similitudini; leggiamo Penso al mare:

Quando penso al mare

ho pensieri

liquidi.

Quando penso al mare

ho pensieri freschi

di onde di spruzzi di schiume.

Quando penso al mare

poi ci ripenso

spesso

come la marea.

Leggendo questi versi, rileviamo una memoria culturale che ci porta a Caproni (Freschi come bicchieri / furono i suoi pensieri…), un background che la poetessa ha e che le permette importanti evoluzioni. A titolo esemplificativo ricordiamo anche Temporale al porto:

Nel cielo mandrie di nuvole

nere con l’aureola.

Il vento gonfia tende alle finestre

come fazzoletti d’addio.

 

Una barca ancorata al mare

parte e non parte.

Al porto

resto saldo

io.

Un testo con metafore bellissime e con uno spirito indomito di chi sa che il mondo è bello e che bisogna aprirsi ad esso senza pregiudizi.

Che l’autrice padroneggi la lirica è dimostrato anche dall’interessante manuale: Perlaparola: Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia (Equilibri, 2011), rivolto agli adulti, affinchè essi stessi siano artefici nel processo che porta ad amare la parola e la poesia.

 

 

[1] Cfr. Cosimo Rodia, La poesia per l’infanzia in Italia dal Novecento ad oggi, PensaMultimedia, 2013.

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