10 febbraio 2026: Commemorazione del GIORNO DEL RICORDO

 

Per commemorare il Giorno del Ricordo, il prof. Cosimo Rodia ha svolto nell’aula magna del plesso “Chionna” dell’IC “A. Manzoni”, di Lizzano (Ta), per le terze classi, una lezione di storia sui fatti che hanno determinato la tragedia delle FOIBE.

In quasi due ore di lezione, Rodia ha mostrato i territori interessati all’esodo giuliano-dalmata e gli omicidi efferati, a guerra finita, con la dispersione dei corpi ora nelle foibe ora in mare (Zara), di militari italiani, gerarchi fascisti, collaborazionisti e di tanta gente comune.

Richiamando documenti e testimonianze, Rodia ha mostrato come a partire dal 1943, e con una recrudescenza dopo il 1945, l’esercito ‘Popolare’ di Tito organizzato nel IX Corpus e nella Polizia segreta (caratteristica di tutti i regimi totalitari) abbia passato per le armi oltre ai soldati prigionieri, anche Podestà, Carabinieri, Guardie campestri, proprietari di terra e di fabbriche; operando esecuzioni di massa e stragi (cfr. Vergarola, 18 agosto 1946) in una logica di giustizia sommaria.

Per Rodia i circa 15.000 morti italiani istriani nelle foibe e i circa 350.000 esuli, responsabili di essere italiani, hanno subito la doppia onta, quella di vedersi minimizzare le violenze subite e poi la congiura del silenzio durata mezzo secolo.

Quindi al di là delle tesi negazioniste (Cernigoi) o delle tesi del tentato genocidio (Petacco) o di altre forme di strabismo interpretativo (Scotti), rimane una pagina oscura della nostra storia, che si è voluto dimenticare o per ragioni ideologiche (in Italia c’era il più forte Partito Comunista europeo) o per real politik.

Le immagini fotografiche e alcune testimonianze hanno fatto serpeggiare la convinzione che a volta la storia non sempre diventa magistra vitae.

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