Bruno Tognolini e le filastrocche per bambino

di Cosimo Rodia

 

Bruno Tognolini è un autore prolifico, ha preso parte all’esperienza televisiva del programma “L’Albero Azzurro” negli anni 1991-1995. Nel 1997 ha curato “Rubrica internet” nel programma “Multiclub”. Nel 1998 parte con RAITRE il progetto de “La Melevisione” che conosce diverse edizioni.

Tra le varie pubblicazioni ricordiamo: Mal di pancia Calabrano (Salani, 1995/Nord-Sud, 2009); La sera che la sera non venne (Fatatrac, 1996); Filastrocche e canzoni della Melevisione, con Mela Cecchi (RAI-ERI, 1999); Rima rimani (RAI-ERI, 2002/Nord-Sud, 2007); Rime di rabbia (Salani, 2010).

Le poesie di Tognolini sono delle filastrocche poggiate essenzialmente sulla rima, capaci di creare nel piccolo lettore emozioni e immagini. Le parole utilizzate dall’Autore sardo entrano nelle mente e quasi deflagrano, aprendo scenari che si agganciano ai ricordi, alle esperienze fatte, alle relazioni, alle gioie…

Questo potere dei versi Tognolini l’ha spesso ribadito; nella prefazione al libro Cuoreparole. Poesie di poeti bambini d’Italia (Mondadori, 2010) ha scritto che la poesia è un giocattolo dell’anima e se non salva la vita (secondo un’idea della Bisutti) certamente non la rovina. Il poeta sardo procede per negazione, ma il risultato non è meno efficace nello scopo di valorizzare la poesia; insegna ai bambini, infatti, che essa è uno strumento per vedere l’invisibile, quell’invisibile che sta sia dentro sia fuori di noi. Tognolini paragona la poesia ad un bastone simile a quello utilizzato dal contadino per raccogliere i frutti più alti, che aggancia il ramo e lo flette verso di sé. In questa operazione fondamentale è il gioco, e la manifestazione di questo momento ludico è la filastrocca. È col gioco che la poesia diventa efficace strumento dell’anima, perché attraverso il gioco con la lingua, si guarda, si ascolta, si scruta…

Mal di pancia calabrone è tra i libri più noti dell’Autore; inizialmente pubblicato per l’intuizione di Donatella Ziliotto con la Salani, ha avuto diverse ristampe, per essere ripubblicato con le edizioni Nord-Sud nel 2009, illustrato da Giulia Orecchia. Il libro è costituito da cinquanta filastrocche di formule magiche col fine di scacciare le cose brutte e favorire l’inveramento delle cose belle. Leggiamo alcuni testi:

Contro il mal di gola

Vola libellula, vola parola

portati via questo mal di gola

cavalo fuori dalla mia bocca

appeso alla filastrocca.

 

Contro la febbre

Fiore che scotta, grillo che salta
fammi passare la febbre alta
il grillo fa un salto, la febbre mi passa
e viene la febbre bassa.

 

Contro la tosse

Le cicale della tosse
hanno ali verdi ma gole rosse
cantano sempre ma cantano male
schiacciale quelle cicale.

 

Contro il mal di testa di mamma

Venti del mare e della foresta
guarite la mamma dal mal di testa
soffiatele via da un orecchio quel male
e nell’altro cantate il maestrale.


La caratteristica di Tognolini espressa sia nei programmi televisivi, sia nelle filastrocche lette, è il gioco delle rime e il modo di padroneggiare la parola, che si estende e si intreccia, creando delle immagini sorprendenti.

La sera che la sera non venne è invece un poemetto in ottave con le illustrazioni di Cecco Mariniello. La trama ha un certo fascino e racconta la storia inquietante di una sera in cui il sole decide di non tramontare (da qui il titolo); all’inizio la gente freneticamente indaffarata non se ne accorge, poi, quando giunge la notte e il sole è ancora alto sull’orizzonte, entrano in panico. Ecco la prima ottava:

Quel bel giorno di sabato d’estate
tutto sembrava andare proprio bene:
nelle strade mille auto incolonnate,
nei giardini mille voli di altalene;
dai cortili spuntavano risate,
dalle case gli odori delle cene,
dai tetti mille fumi e mille antenne,
la sera che la sera poi non venne.

A sciogliere l’incantesimo ci pensano i piccoli animali, che ristabiliscono il ritmo cadenzato del tempo. Abbiamo qui l’impegno civile volto alle questioni ecologiche, col suggerimento che tali problemi devono essere affrontati primamente sul piano educativo, coinvolgendo i bambini.

In Filastrocche e canzoni della Melevisione, scritto con Mela Cecchi, è possibile notare gioco, fantasticazione e poesia intesa quest’ultima come bastone per tirare a sé le cose buone della natura.

È un componimento articolato, tutti i quadretti sono riferiti ad un Fantabosco, un luogo non luogo, un Altrove, abitato da Fantasalici Ridenti, caverne, case, tesori nascosti, folletti…

Tonio Cartonio accoglie gli amici e li intrattiene con storie, è lo gnomo probo, il leader che risolve i problemi; poi, ci sono altri gnomi buoni come: Lampo, Ronfo, Linfa; non manca la perfida strega che risponde al nome di Rosarospa e altri personaggi cattivi, come Lupo Fosco, a cui fa da contraltare la dolce Fata Gaia. Ecco un esempio:

Filastrocca di Tonio Cartonio per riconoscere le gemme

Viene l’autunno, goccia di vino:
rosso di rosso rubino.
Viene l’inverno, ghiaccio brillante:
bianco di bianco diamante.
È primavera, viene più caldo:
verde di verde smeraldo.
Sole d’estate in tutto lo spazio:
giallo di giallo topazio.

Un altro libro importante per misurare la qualità dello scrittore è Rima rimani, una silloge fortunata del 2002, ripubblicata dalla Nord-Sud nel 2007, con le illustrazioni di Giulia Orecchia. Il volume contiene filastrocche già utilizzate nella trasmissione Melevisione, ma per assumere qui una maggiore logica d’insieme, superando il mero aspetto di formule e riti magici; Tognolini costruisce una poesia-vera, in cui manifesta il mondo; anzi, potremmo dire, che con i versi è come se proiettasse le cose del mondo su uno schermo gigante, per renderle più chiare ed evidenti. E questo processo di proiezione avviene con l’uso di quel gioco straordinario che utilizza la rima e il ritmo regolare, determinato dall’abbondanza di decasillabi ed endecasillabi. Leggiamo alcuni versi:

Rima rimani

Apro la bocca e dico la rima
ride il silenzio che c’era prima
tutte le cose mi siedono intorno
per aspettare la fine del giorno
io le saluto, una per una
so le parole per sole e per luna
so quelle rime che tengono insieme
fiore con fiume, sole con seme
fiume di figli, inzuppati d’amore
che solo il nome fa già buon odore
che con il grido d’uccelli felici
danzano intorno a queste radici
anche le cose ora danzano in tondo
la filastrocca che ha dentro il mondo
sole tramonta, torna domani
rima, rimani.

Un altro libro elogiato dalla critica è Rime di rabbia, illustrato sempre da Giulia Orecchia. Oltre a vincere il premio speciale della giuria del XXX Premio Andersen, la silloge ha avuto riconoscimenti anche all’estero. L’idea del volume è stata quella di trascrivere sotto forma di filastrocche il sentimento della rabbia, così da avere una rappresentazione come tutti gli altri sentimenti umani (l’amore, la gioia, la tristezza…).

Il libro contiene cinquanta invettive entro cui sono coagulate le rabbie dei bambini, un modo forte, ma anche ironico per far sbollire lo stesso sentimento che tante ambasce porta. Leggiamo solo un esempio:

Rima delle due gatte
Come due gatte
voi litigate
poi mi chiedete
tu con chi stai?
E io paziente
non dico niente
ma nella mente
penso così
conta la conta
chi è la più tonta
rima la rima
chi è la più scema
filo che lega
chi se ne frega
io sto col gabbiano
che vola lontano.

Chi è arrabbiato realmente e legge un libro simile, non è escluso che possa calmarsi, proprio perché vede proiettata la propria rabbia e ne ride sopra. Come dice Anna Oliverio Ferraris nella prefazione al volume, Tognolini ci dice indirettamente che è normale arrabbiarsi per una cattiveria subita, un tradimento, una prepotenza…, ma se sappiamo rappresentare a parole tale frustrazione, la rabbia si sgonfia come un palloncino. E, aggiungiamo noi, alleniamo e accresciamo con queste letture il nostro autocontrollo, rendendoci più capaci di rispettare noi stessi e gli altri.

Deliziosi sono i versi in cui il poeta si presenta come fosse un prestigiatore di parole e accattivante dicitore, tanto da costituire un esempio della nuova poesia italiana per l’infanzia giocata-impegnata.

 

 

Lascia un commento