Fiori di Andrea Giannetti, I Quaderni del Bardo Edizioni, 2026

Redazione

 

Un romanzo che si articola come un quintetto d’archi, in cui ciascun “movimento” prende vita attraverso la voce e la storia di un personaggio diverso: Luigi Benotti, Marika Persio, Francesca Liverzani, Patrick Holmes e Arturo Merzario. Attraverso le loro vite, Giannetti compone un diorama esistenziale, in cui l’amore è al tempo stesso dono e catastrofe, l’amicizia un ponte verso la verità di sé (come quella con la figura di Maky), e l’Io un fragile simbolo di resistenza contro il nulla.

Il titolo stesso, Fiori, non rimanda soltanto alla stagione della rinascita, ma richiama esplicitamente la dualità baudelairiana: profumi freschi come carni di bimbo e altri corrotti, trionfanti. È in questa ambivalenza che si muovono i protagonisti, sospesi tra slanci vitali e cadute irreversibili, fino a un epilogo che ribalta la prospettiva del lettore: una lettera di commiato capace di trasformare il dolore in un atto di consapevolezza, quasi di pacata serenità.

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