“A mezza voce nella sera” di Ilaria Celestini, Aletti editore

 Redazione

 

«La sera – scrive Celestini – è una metafora, rappresenta una sorta di universo interiore che vuole espandersi e abbracciare ogni singolo frammento dell’esistenza, in cui tutto è prezioso e ogni cosa, anche se non appare in modo immediato o eclatante, ha un senso e un significato, un’importanza e un valore che spetta a ciascuno di noi, se lo vuole, scoprire e riconoscere. Tutta la vita è dono, se scegliamo di guardarla dalla prospettiva secondo la quale nulla ci è dovuto».

La silloge “A mezza voce nella sera” è un inno all’amore in tutte le sue forme, che non conosce limiti e raggiunge l’idillio, ma è anche un inno alla natura. Agli animali, allo stupore per la vita, per l’immensità dell’universo. E poi c’è il dolore. Quello di chi soffre per la guerra, di chi sosta nelle stazioni, non ha una casa. Di chi ha perso tutto. Anche la speranza. E, poi, non manca l’attenzione verso le tematiche sociali.

«L’autrice – scrive Hafez Haidar, nella prefazione – con un linguaggio chiaro e diretto ed uno stile limpido, maturo e personale, esprime liricità e romanticismo, rendendo le sue composizioni artistiche pulsanti di vita e d’amore e trasmettendo le sue emozioni al cuore del lettore».

Ecco, dunque, che la scrittura diventa quasi catartica e liberatoria, perché riesce a rispondere a domande esistenziali.

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