Scrivere fantasticando di Cosimo e Antonio Rodia, Artebaria edizioni, Martina Franca (Ta)

di Domenico Volpi

 

L’abilità dei due autori, nonché l’intelligente collaborazione del personale docente, hanno dato vita a questo volume di “animazione di scrittura creativa” che può vantare molti meriti.

Oso dire che coloro che affronteranno d’ora in poi il problema della stimolazione alla scrittura fantastica, oltre alla “Grammatica della fantasia” di Rodari, ormai un po’ invecchiata, dovranno confrontarsi con questo saggio in cui gli Autori sperimentano dal vivo i più vari apporti, da quelli rodariani (a loro volta ispirati al surrealismo e al futurismo) alle proposte dell’Oulipo (acronimo francese di “Officina di letteratura potenziale”, del 1960). In particolare di Queneau e di Perec, con riferimenti agli italiani Calvino ed Eco e all’americano Raymond Carter.

L’introduzione fissa i principi di un’epistemologia dell’animazione e della corretta impostazione di un laboratorio di scrittura. I percorsi di animazione sono strutturati in ben 50 possibilità, ognuna delle quali contiene la presentazione della tecnica da seguire, la proposta di lavoro (in corsivo, la storia di partenza) e le elaborazioni, davvero appropriate e spesso geniali, dei giovanissimi alunni, che nella loro varioetà sono esemplificazioni utilissime per chi volesse seguire le suggestive e il merito.

Si va dal rodariano binomio fantastico allo scrivere con metafore e con ciascuna delle altre figure retoriche, all’usare solo uno dei tempi all’indicativo o senza mai usare una vocale, al modificare personaggi, luoghi o qualche avvenimento di storie note, al variare il punto di vista o il narratore e così via.

Gran parte delle proposte, oltre ad alimentare la fantasia, daranno linfa al modo di esprimersi con maggiore esattezza e varietà.

Indispensabile in ogni biblioteca scolastica e fra le mani di ogni insegnante di lettere.

Lascia un commento