Labirintiti di Antonio Bux, Edit@, 2022

di Barbara Gortan

 

Labirintiti, una raccolta apparsa nella collana diretta da Barbara Gortan: “Calliróe” di Edit@ Casa Editrice & Libraia,  è sicuramente l’opera più sperimentale di Antonio Bux.

Il prosimetro alterna appunto poesia e prosa poetica con un ritmo sinuoso e ossessivo, e questa alternanza viene trasmessa tramite un incedere sincopato dove partiture ondulate di pochi versi si avvicendano a veri e propri muri sintattici che creano un’ulteriore dissonanza ritmica. La totale mancanza di punteggiatura forgia questa scrittura automatica, così dalla prosa poetica si va a perdifiato fino a giungere alla poesia più scandita, in modo da creare un vortice di sensi e di suoni al limite dell’ipnosi. La sonorità così modulata attiva sinapsi, apre a nuove epifanie in chi viene coinvolto nella vorticosa lettura. È uno scioglilingua emotivo, questo labirinto di echi e rimandi, giacché la ripetizione spontanea e ricercata del verso, così come una parola o una serie di vocaboli uguali o simili all’interno della prosodia, evocano sensazioni e percezioni dilatanti, formano un procedere che vibra per intensificare o per prolungare il tempo raddoppiandone la sua intensità. L’esecuzione, talora motivata dalla ricerca di un risultato prima esperito e poi reso fluido dal versificare, arriva infine come flusso convertito di un’immagine capace di attrarre e respingere al tempo stesso. Un monolite vibrante e compatto, una torre di Babele eretta da una lingua continuamente centrifugata e deflagrante dentro sé stessa.

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