Ciccio e Tore di Luciano Garofano – Mauro Valentini, Armando editore, 2022

Redazione

 

Francesco detto Ciccio, 13 anni, e Salvatore Pappalardi detto Tore, di due anni più piccolo, scompaiono il 5 giugno 2006 dal centro di Gravina, borgo pugliese dell’alta Murgia. I due fratellini erano usciti nel pomeriggio per giocare con gli amici. Per lungo tempo il destino dei due ragazzi rimane un mistero destinato a non trovare soluzione, ma un anno e mezzo dopo, nel novembre del 2007, arriva il colpo di scena: viene arrestato Filippo, il padre dei due ragazzi. Secondo gli inquirenti è stato lui a uccidere i figli e a nascondere i corpi. Sembra tutto risolto, quando nel febbraio del 2008 un evento cambierà completamente gli eventi. Gli autori ripercorrono la storia di questa clamorosa vicenda umana e giudiziaria, attraverso i documenti dell’attività investigativa e avvalendosi anche della narrazione di Filippo, vittima innanzitutto come padre e poi protagonista di uno dei più clamorosi errori giudiziari. All’interno del libro sono contenuti documenti inediti e ricostruzioni precise che aprono a nuovi scenari d’inchiesta. Infine un capitolo sulla storia e le bellezze di questa città: Gravina in Puglia, che non merita di esser ricordata come la città del “Mistero di Gravina”

Dichiara Mauro Valentini: «Con questo libro abbiamo riportato simbolicamente fuori da quel pozzo i due fratellini, vittime due volte, prima della caduta e poi dell’abbandono da parte di chi poteva chiamare i soccorsi e non lo ha fatto… Volevamo restituire dignità a un padre: Filippo, accusato ingiustamente del delitto più atroce che si possa immaginare e anch’egli vittima prima della perdita di due figli adorati e poi della stessa omertà di qualcuno che non ha mosso un dito neanche quando per lui si erano aperte le porte del carcere. Un’opera di ricostruzione della memoria familiare, oltre la grande opera di controinchiesta, un libro che abbraccia e condivide il desiderio di verità di tutti quelli che in Italia, e sono tanti, hanno voluto bene a Ciccio e Tore».

Scrive Luciano Garofano: “Questo libro vuole essere un invito alla riflessione per l’Autorità Giudiziaria di Bari e per tutti coloro che direttamente ed indirettamente furono coinvolti in questa tragica vicenda, come inquirenti o come protagonisti. C’è una verità che, nonostante il tempo trascorso, è tuttora individuabile negli Atti a disposizione e può essere ancora scritta se si avrà la volontà di riaprire le indagini. È la mia speranza ed è quella di Filippo Pappalardi che non chiede nulla di più se non conoscere cosa avvenne realmente quella maledetta sera del 5 giugno 2006”.

Lascia un commento