Haiku di Cosimo Rodia e Sabrina di Seclì, Interzona news, 2023

di Giulia Notarangelo

 

Libro a quattro mani. Poetessa e poeta esordiscono con ”È primavera”, un incipit che è grido di gioia per la poetessa, una presa di coscienza finale per il poeta che cede cavallerescamente il passo alla dama.

La copertina “Rinascita” di Gabriella Rodia con quei fiori dai toni vermigli e una Venere che spunta tra i petali è di per sé una promessa assieme alle illustrazioni in bianco e nero: un sottofondo alle parole che  suscita  un che di incantevole e magico.

Sabrina Di Secli apre la silloge e appare molto a suo agio con il genere haiku,  evidenziando una scrittura fluida e un tocco delicato. La stagionalità (o meglio la sequenza delle stagioni) viene rispettata, pur se occhieggiano punte di autoreferenzialità : “Scrivono versi/il poeta e il viandante/tra campi d’oro”.

In Cosimo Rodia l’haiku si colora di valenze inaspettate.

Dopo la primavera e l’inverno della vita, arrivano le maschere: “Si intreccia il volto in/infinite maschere/vita bendata” e vari momenti esistenziali, in un susseguirsi di immagini che segnano il flusso dell’attimo fuggente o meglio, dell’istante catturato.  Tutto è fissato dal puntello della parola creatrice che lo rende eterno e senza tempo.

Gli haiku, nel loro incedere, si consentono licenze tematiche e si assumono la responsabilità di stravolgere i modelli (legati di solito alla natura) e persino di modificare gli schemi consueti.

In questa silloge ci troviamo di fronte a versi che incantano e trasportano in piccole oasi, in uno stato di, se pur provvisoria,  serenità che azzera o meglio annulla le difficoltà del vivere e la quotidianità si stempera in una sorta di armonia.

Muoiono stagioni,/ lontani arcobaleni/ sono ancora al via”, scrive Cosimo Rodia.

Il suo senso del  tramonto  (fr. 58) mi fa ripensare ad una delle mie poesie sulle (mie due) mamme (cito il mio secondo figlio di carta:  “Come se il tempo).

Qua e là pennellate di erotismo e allusioni ad un amore (fr.31 e seg.).

Un filo di ermetismo esistenziale accompagna gli haiku di Cosimo: il tempo delle attese, i treni fermi  la velleità di combattere il tempo e scoriandolo (fr. 52, 61,64,73), ).

C’è tanto mare (fr.51) in tutta la silloge.

E tante maschere nelle illustrazioni.

I due poeti hanno in comune l’attenzione al minimalismo quotidiano (cit. il caffè  nei fr. 16 e 53 etc.)  oltre alla levità.

Una delle caratteristiche della scrittura di Cosimo Rodia è la costruzione alla latina, la classicità della forma, l’uso di termini preziosi e desueti e la capacità di conciliare tematiche antiche e moderne. Il tutto dona  freschezza e attualità ai componimenti.

Non manca la malinconia e tocchi di pessimismo specie nel finale: “Giunto è l’inverno/il cuore accenna distacchi/filo omicida.

Ogni haiku non è d’altronde un universo a sé?

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