Emma la regina del Chapo e le altre signore del narcotraffico di Anabel Hernandez, Biblioteka, 2023

Redazione

 

Anabel Hernández, giornalista investigativa messicana, ha dedicato la sua vita ad indagare i cartelli della droga, la corruzione, la violazione dei diritti umani, le sparizioni forzate e gli abusi di potere; Emma la regina del Chapo e altre signore del narcotraffico è dedicato al complesso impero della criminalità organizzata e dei cartelli della droga messicani, che per decenni hanno fatto precipitare il paese in una spirale di violenza in cui ogni giorno decine di persone innocenti vengono sfruttate, fatte sparire o assassinate, molte delle quali donne. In questa indagine, che penetra nel modo più intimo la cupola del narcotraffico, l’autrice mostra quali sono le pulsioni più profonde che spingono i signori della droga a cercare denaro e potere a ogni costo.

La prospettiva è quella delle donne dei boss, madri, amanti, figure femminili che fanno parte della “corte” dei narcotrafficanti e si plasmano secondo le regole maschiliste dei loro monarchi.

Così, in queste pagine, sfilano personaggi come Emma Coronel e altre donne di importanti narcotrafficanti, le mogli di Caro Quintero e la Barbie: Diana Espinoza e Priscilla Montemayor. Ma anche le storie di celebrità del passato (Marcela Rubiales, Zoya Flor, Lucha Villa) e del presente (Alicia Machado, Arleth Terán, Galilea Montijo, Ninel Conde).

Con rigore investigativo e attraverso decine di interviste ai testimoni dei fatti, Anabel Hernández accompagna il lettore nelle riunioni di famiglia, nelle feste e nelle camere da letto dei capi del narcotraffico, dove si susseguono storie d’amore, profferte sessuali, incesto e ambizione, tradimento e vendetta.

Dalla prefazione di Scarpinato: «Anabel Hernandez è riconosciuta a livello internazionale tra le più profonde conoscitrici del complesso universo del narcotraffico alla cui esplorazione ha dedicato otto libri tradotti in più lingue e varie centinaia di articoli. Le sue indagini condotte sul campo da oltre un ventennio sono divenute un esempio di scuola di giornalismo investigativo, tanto da essere stata insignita di ben sette premi internazionali oltre che della Legion d’onore della repubblica francese, ed hanno stimolato l’apertura di importanti processi, l’ultimo dei quali ha condotto nel febbraio del 2023 alla condanna negli Stati Uniti di Genaro García Luna, già capo dell’Agenzia di Investigazione Federale messicana, ruolo chiave nella strategia di sicurezza nazionale per combattere i cartelli della droga, la cui collusione con il cartello di Sinaloa era stata da lei denunciata e documentata già nel 2010 nel libro Los señores del Narcos, quando ancora García Luna era un insospettabile e intoccabile vertice statale».

 

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