Covid Covandis di Mariangela Pontrelli, PAV edizioni, 2022

di Giusy Carminucci

 

Covid Covandis, scritto da Mariangela Pontrelli, “un’adolescente della terza età”, così come ella stessa si definisce, si presenta come una conversazione, spesso dai toni intimi, fatta all’interno di un salotto. Abilmente, l’Autrice narra gli accadimenti e ce li presenta come se fossero fotografie di ordinaria quotidianità. In un giornaliero riproporsi, ricorrente di eventi, sembrano svilupparsi situazioni di vita, tipiche del lockdown pandemico. La Scrittrice sembra quasi voler ripercorrere, anche con il linguaggio, quei mesi in cui la vita ruotava ed era condizionata da un virus. Già da una prima lettura, il ritmo del racconto si presenta scorrevole: ricco di intrecci e con svariati flashback, segna con chiarezza l’incedere dei capitoli.

“Covid Covandis” è un romanzo molto aderente al suo genere, preciso nelle descrizioni, espresse attraverso una determinante di qualità della scrittura ed un lessico che va dal parlato al forbito, in cui non mancano pennellate tipiche della cultura popolare (come l’uso dei detti).  Il romanzo, nel suo svolgersi contenutistico, analizza alcuni fondamentali nuclei tematici, che sembrano costituire anche l’ambientazione stessa del libro. I concetti fondanti che l’Autrice sviluppa in “Covid Covandis” sono molteplici.

La vita sociale e psicologica ai tempi della pandemia.

La normalità e la anormalità all’interno di un processo di accettazione del sé.

Il valore e l’importanza attribuiti a relazioni, basate su sentimenti veri.

Il pregiudizio e la sua evoluzione sia all’interno dei nuclei familiari, che dei rapporti amicali.

La voglia/ bisogno di maternità e di vivere un rapporto stabilmente vero…

Molto precisa nelle descrizioni, soprattutto quelle relative alle dinamiche psico-sociali, Mariangela Pontrelli riesce a creare scenari in cui tutti possiamo ritrovarci.

I personaggi del romanzo sono, prevalentemente, donne o uomini con profonda sensibilità femminile. Particolarmente significativo è il rapporto amicale tra Livia e Pasquale, messo in evidenza nelle porzioni di libro che la Nostra denomina ‘Capitolo’, rappresentandone la fabula con una successione ordinata di numeri. E, mentre questo rapporto fa da fil rouge forte e delicato a tutto il libro, Mariangela Pontrelli ci parla di amore in tutte le sue sfaccettature.

Un amore legato alle prime cotte…

Al bisogno di avere un figlio…

Alla necessità di vivere appieno al la propria dimensione umana…

Al ritrovato rapporto leale tra una madre ottantenne e suo figlio…

Al delicato, ma intenso, rapporto tra nonno e nipote, come accade a Marco e Cristina…

Al rispetto dell’altro, sopra valicando la dimensione dell’orientamento sessuale.

Pasquale, in fondo, potrebbe essere quel cromosoma nascosto, presente in ognuno di noi, che ci spinge a voler essere a tutti i costi uguali agli altri, quando, invece, è proprio la diversità, che ci rende unici e capaci di amare fino in fondo. La vera “normalità”, come suggerisce l’Autrice, sottolineandolo, è basata sui sentimenti, sull’amore vero e non sugli orientamenti sessuali. E lo fa dire con estrema chiarezza all’amica Livia, quando Pasquale le chiede se … quelli come lui potevano innamorarsi sul serio…

“Quelli come voi sono esattamente come noi, i sentimenti non hanno sesso.”

La storia, che tesse la trama di “Covid Covandis”, consente di fare riflessioni particolari su come è cambiato il modo in cui gli adolescenti si accostano al sesso e lo vivono, scoprendo il processo di affermazione della propria identità. Per questa ragione, consiglio questo romanzo ad un pubblico vario per età e per interesse, perché ciascuno potrà ritrovare, attraverso le aderenze alla quotidianità dell’esistenza e il comune vissuto, a livello mondiale, di un aberrante lockdown, quei punti di forza e di debolezza, che caratterizzano un modo di vivere la solidarietà e i rapporti umani al di là e al di sopra di false convinzioni e di falsi pregiudizi. 

Lascia un commento