U-boot 3523 di Lorenzo Pagiaro, Campi di Carta, 2024.

di Claudia Zuccarini 

 

Edita da Campi di Carta, è uscita da poco la nuova pubblicazione di Lorenzo Pagiaro, scrittore in grado di misurarsi con romanzi di vario genere. Tra i suoi lavori ricordiamo “Echi dallo spazio profondo”, uno psico-thriller fantascientifico che ha riscosso consensi molto positivi.

Con U-boot 3523 veniamo catapultati in una bolla adrenalinica tra passato e presente, con una struttura di impronta giallistica. Imbastito su intricate ed efferate imprese a largo raggio, con sottotrame che si intersecano, il romanzo trae spunto da vicende realmente accadute e tessute insieme da una inesauribile fantasia.

Il 6 maggio 1945 un sommergibile della Kriegsmarine di ultima generazione, comandato da Willi Muller, fu affondato al largo delle coste del nord Europa con a bordo 58 uomini che morirono orrendamente. Nel 2018, invece, nelle acque di Skagerrak fu ritrovato un sottomarino del periodo bellico risalente agli anni ’40 del secolo scorso. L’autore mescola questi elementi con la fuga di criminali di guerra in Sud America e gli esperimenti sulla bomba atomica, attribuiti a ricercatori nazisti e ad Hans Kammler, gerarca effettivamente esistito. L’attualità subentra con la comparsa di frange neonaziste del nuovo millennio, sempre più influenti e capeggiate da un leader che vorrebbe recuperare l’oro seppellito nell’U-boot 3523 e con esso finanziare movimenti politici segreti. Da dove deriva tutto quell’oro trasformato in lingotti? Le atrocità non portano bene…ed infatti qualcosa non andrà per il verso giusto. La giornalista Silje Ratzenberger, ingaggiata con un falso pretesto per giungere al prezioso sommergibile, dovrà a sue spese svelare la verità e scoperchiare un pericoloso vaso di Pandora.

Il ritmo narrativo serrato ci dà la percezione di essere immersi nel tumultuoso e mortale abisso marino, al nord della Danimarca. La premura riposta nel cucire un’avventura verosimile parte sin già dall’onomastica, sulla quale sono state svolte parte delle lunghe ricerche complessive. I nomi attribuiti ai personaggi, tanto quelli tedeschi quanto quelli danesi, non sono casuali. Stessa attenzione è stata rivolta alla descrizione dei paesaggi e alla toponomastica dei luoghi, talmente autentici che sembra ci appaiano dinanzi agli occhi. Nulla è lasciato al caso. Pagiaro unisce la sua ventennale attività professionale nel settore dell’estrazione del gas con il frutto di una meticolosa osservazione di immagini satellitari, video, documentari, studi balistici, chimici ed elettronici. Ne scaturisce un linguaggio tecnico molto curato che aggiunge valore ad un’opera che avvince, perché estremamente contemporanea e a conti fatti neanche così visionaria, dato che l’uomo non impara mai dal passato e dai ricorsi storici.

Cosa è avvenuto nelle profondità senza luce? Chi scuote misteriosamente il sottomarino? Cosa genera una scia di decessi nel 2018? Non bastavano i defunti del ’45 intrappolati tra le lamiere? Per scoprirlo non rimane che leggere U-boot 3523 tutto d’un fiato.

 

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