Intervistiamo: Paola Capriolo

di Fulvia Degl’Innocenti

Un tema che affascina Paola Capriolo è quello di Caino, che era già stato oggetto di un suo romanzo da titolo omonimo.

Con “Il primo bambino del mondo” si rivolge ai ragazzi, ma è sicuramente una lettura godibile e stimolante per tutti, in cui narra la vicenda del personaggio biblico attingendo al sacro testo e alle leggende ebraiche. All’Autrice alcune domande.

 

Che cosa l’ha spinta a dedicare un libro alla figura del primo assassino della storia dell’umanità?

«Volevo parlare del male nella sua forma più emblematica. Dopo l’omicidio, Caino passa dall’autodistruzione seguita al rimorso per la colpa commessa, a un percorso di redenzione».

 

Anche il più crudele degli assassini può mutare la sua natura malvagia?

«Credo che ogni uomo porti in sé la potenzialità del male ma anche del bene. E il riscatto è sempre possibile, è uno dei temi del messaggio evangelico».

 

Dopo Adamo ed Eva la terra si popola e il male dilaga. Perché gli uomini non possono vivere nella pace?

«Fanno parte della natura dell’uomo invidia, gelosia, istinto di prevaricazione. L’egoismo è proprio anche degli animali, ma nell’uomo si ammanta di ideologia e assume una connotazione diabolica».

 

L’unica speranza per gli uomini è nella fede?

«L’uomo ha assolutamente bisogno di immaginare una realtà superiore di cui è parte, e la fede consente di sperare».

 

 

(Intervista apparsa su FC 26/2021)

Lascia un commento