Fai la cosa giusta di Roberto Morgese, Ill. Sara Not, Raffello Ragazzi, 2021

di Cosimo Rodia

 

Metti un bravo scrittore, delle esperienze umane positive da narrare ed esce un libro dalla notevole forza emotiva. Un volume frammentato, come un florilegio di tanti primi capitoli, dalla cui lettura, però, insorge spontaneamente un “I care”.

Morgese ha creato uno strumento educativo, senza precetti astratti, forte esclusivamente di esempi concreti di protagonisti che hanno compiuto gesti esemplari, perché come dice la direttrice, Patrizia Ceccarelli, nell’introduzione, abbiamo bisogno di eroi positivi in cui identificarci, per coltivare sentimenti migliori.

Un’esperienza e un racconto possono risultare strumenti di elevazione umana se la società è “assiologicamente disordinata” (Angelo Nobile); per cui servono oltremodo gli esempi di giovani che col loro impegno, la loro dedizione e la loro sensibilità hanno saputo impostare in modo non conformistico la loro esistenza, da costituire dei modelli non massificati.

Ai ragazzi non è proficuo parlare astrattamente di valori, perché loro vogliono casi tangibili, dalla conoscenza dei quali essi potrebbero maturare la capacità di distinguere l’utile dall’inutile, il necessario dal superfluo, forse anche un habitus oppositivo al consumismo dilagante che ha originato tanta omologazione.

Così lavorando di fantasia e di creatività, Morgese ha preso trentuno esempi di giovani che hanno compiuto gesti paradigmatici e ha scritto un quadretto per ognuno. Ha richiamato Rami Shehata di 14 anni che è riuscito a dare l’allarme mentre l’autista di un pullman aveva deciso di compiere una strage; Maria Zagaria che in un paese di camorra ha promosso l’istituzione di una biblioteca civica (Pirandello diceva che ci avrebbe salvato o la pazzia o l’immaginazione; Maria si salva dal degrado proprio con la lettura di un libro); Lorenzo Pianezza, di diciotto anni, che ha salvato un bambino caduto sui binari della metropolitana, mentre sopraggiungeva il treno; Nadia Sparkers, che ha promosso la raccolta di tre rifiuti al giorno, riempendo così tanti bidoni, seguita, poi, da altri coetanei su fb; Imma, una bimba di Taranto, che scrive alla famosa Greta Thunberg e con lei solidarizza, spinta dall’inquinamento dell’ecomostro ionico; Eduardo Caioado che ha creato un centro per gli animali abbandonati; il movimento antibullismo “Mo Basta”; Bana al-Abeid una bimba siriana che ha denunciato gli orrori della guerra; il ragazzo di Piazza Tienanmen che nel 1989 ha bloccato i carri armati, inviati dal regime per reprimere la protesta sociale…

Arricchito dalle tavole di Sara Not, Fai la cosa giusta è un libro che si lascia gustare, scuote le coscienze e favorisce l’empatia tra lettori ed eroi narrati, grazie anche ad una penna di qualità, ad una narrazione cristallina, dal periodare semplice e dal linguaggio medio (ecco un cammeo, è l’inizio del quadretto sulla Sparkers: «Le nuvole basse e il cielo grigio non sono una novità a Norwich. La vicinanza del Mare del Nord ogni tanto porta la pioggia, come un’amica lagnosa ma fedele che bussa periodicamente alla porta»).

Lascia un commento