L’uomo interiore vede di Daniele Giancane

 

L’uomo interiore vede

il mondo capovolto

in questa triste ora della fine

 

Come per un magico scherzo

la menzogna divenuta virtù,

il totale sregolamento dei sensi

nuova formula

che infiniti percorsi schiuda

 

Nulla da fare

contro il mondo capovolto,

rimedio da inventare

naturale o chimico

 

Non resta che attendere la fine

e il nuovo principio

che quasi – forse- s’intravede,

laggiù nei miasmi

oltre la vasta palude.

(da Storia dell’uomo interiore, 2000)

 

Col verso d’attacco: L’uomo interiore vede/il mondo capovolto, l’autore precisa che l’uomo interiore è quella parte di noi legata alla radice primigenia, alla tensione verso il Bene che è dentro di noi e che si oppone al mondo capovolto, con la sua ragionevolezza, verità, giustizia. La dimensione interiore potrebbe rimettere il mondo sulle proprie gambe, il problema è darle cittadinanza.

Il linguaggio della poesia è chiaro, senza orpelli e con una sotterranea ironia; sono versi semplici, umili, schietti che tracciano un percorso di profonda riflessione e contengono una fiducia nella vita e nelle potenzialità umane.

Lascia un commento