Ti cerco di Britta Teckentrup, Uovonero, 2026

Redazione

 

Una bambina cammina in una foresta scura e innevata, affiancata da un grande lupo grigio. Mentre fuori il mondo scorre, si muove e fa girotondi, la bambina si sente triste e sola, le sembra che la solitudine la avvolga stretta come un manto, e si chiede se questa sensazione durerà per sempre.

Avanzando nel bosco, però, uno dopo l’altro, spuntano tra gli alberi altri bambini accompagnati da volpi, orsi, linci e cervi, che vanno nella sua stessa direzione.

Un tema forte e attualissimo, che Teckentrup affronta con la sua caratteristica sensibilità, offrendo una voce calma e comprensiva, capace di dare un nome ai sentimenti e di raccontare che, sebbene la solitudine possa essere triste e difficile, è una parte della vita che tutti sperimentano. E concede un barlume di speranza: anche nei momenti più bui, la possibilità di luce e di connessione è davanti a noi.

Cosa significa sentirsi soli? Come posso reagire? Ci sono altri al mondo che si sentono come me?

Sebbene sentirsi soli sia perfettamente naturale, qualcosa che tutti proviamo prima o poi, può essere una sensazione molto inquietante per un bambino.

La solitudine ha qui le sembianze di un grande lupo grigio che segue la bambina ovunque, la avvolge e a tratti la protegge, dando forma a quei momenti in cui questo stato d’animo cala come un’ombra e il resto del mondo sembra non capire il nostro disagio.

La voce della bambina è un intenso monologo interiore che scandaglia le sensazioni che si fanno strada dentro di lei, attraversa le illustrazioni e, nei momenti più intensi, occupa per intero lo spazio della pagina, facendo risuonare nel lettore la forza delle emozioni che la pervadono.

Alla fine del libro, l’autrice fornisce alcune indicazioni pratiche che qualsiasi bambino o bambina può seguire nel momento in cui sentisse il bisogno di chiedere aiuto o parlare con qualcuno.

 

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