“La biblioteca di mezzanotte” di Matt Haig
di Fulvia Degl’Innocenti

 

Un caso letterario, al primo posto nelle classifiche in Inghilterra: LA BIBLIOTECA DI MEZZANOTTE è un inno alla vita che anche nei momenti più bui può regalarci una nuova possibilità.

Alla protagonista Nora Seed tutto va storto: il suo gatto muore investito da un auto, il suo unico allievo di pianoforte rinuncia alle lezioni, perde il lavoro in un negozio di musica, non vede da due anni il fratello;  il tutto condito da una cronica depressione su cui i farmaci non fanno effetto, per una vita solitaria e senza amore, piena di rimpianti per tutti i sogni della sua giovinezza che non ha avuto il coraggio di inseguire. Così decide di togliersi la vita. E si ritrova in uno strano luogo, una biblioteca colma di libri verdi senza titolo, gestita dalla vecchia bibliotecaria della sua scuola, una figura positiva che le era stata di conforto. Quel luogo senza tempo rappresenta un limbo tra la vita e la morte in cui può sperimentare infinte altre esistenze, fino a trovare quella che la convince a non lasciarsi andare definitivamente e riscoprire il gusto per la vita; Nora si trova così a essere diventata una campionessa di nuoto, una glaciologa, una professoressa di filosofia, la moglie del suo ex fidanzato che aveva lasciato alla vigilia delle nozze, una star del rock.  Alcune volte ha dei figli, altre volte è ancora preda della depressione, altre volte i genitori sono ancora vivi, in altre si è riconciliata con il fratello, oppure lui è morto. Comprende così che ogni strada che si può percorrere porta con sé esiti dolorosi, e che anche i sogni più belli non sono indenni da delusioni. Che la vita indipendentemente da ciò che si è e che si fa ha lati positivi, anche quella più banale se si impara a coltivare le piccole cose, è fonte di speranza e di rinascita.  Il punto di partenza per ogni nuovo viaggio è il libro dei rimpianti. E allora anche il lettore si trova ingaggiato in questo percorso a ritroso nel tempo, e riflettere sulle tante sollecitazioni che questa molteplicità di vite ci offre, condita dalle massime del filosofo preferito di Nora, Henry David Thoreau, come questa che riassume il senso del libro «Le cose non cambiano; siamo noi che cambiamo».

(recensione comparsa sul n. X/2021 di Famiglia Cristiana)

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