Rocco il giostraio di Marcello Loprencipe, Campi di Carta, 2023

di Claudia Zuccarini

 

Con questo suo ultimo romanzo edito da Campi di Carta, Loprencipe torna alle origini e costruisce una storia poetica che si lega a “L’ombra del carrubo” e “Il venditore di ghiaccio”, ambientati anch’essi in parte nelle campagne pugliesi, tra Carovigno e Brindisi. Una storia poetica dicevo, perché l’autore attinge alla sua cifra stilistica, lirica e legata ai sogni. Sono i sogni che in fondo ci fanno traghettare nella vita, su vere e proprie navi o su giostre costruite per cogliere baci e sorrisi infantili. Rocco insegue i ricordi, ma guarda avanti, sempre verso un orizzonte in cui cielo e mare si confondono, un mare che gli ha portato via il padre. E qui scopriamo una storia dimenticata e riportata alla luce da Loprencipe. È importante restituire la memoria di un evento così drammatico, la memoria di migliaia di persone disperse in mare, perché ogni uomo non più ritrovato portava con sé un bagaglio di affetti, speranze e sogni appunto, quelli che Loprencipe vuole risarcire narrando la vita di Rocco.

Con Rocco il giostraio l’autore sfodera la delicatezza emotiva già presente ne “Il contanuvole”, con in più un tocco amaro nel finale, perché talvolta accade che i sogni vengano interrotti o disillusi. Rimane comunque la sensazione di veder ruotare una giostra a forza di braccia con sottofondo di grida argentine.

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