Il romanzo di Beloukia di Pierre Drieu La Rochelle, Robin editore

di Sandro Marano

 

Nel gennaio del 1935 Drieu incontra Christiane Renault, moglie di uno dei più potenti e noti uomini di Francia, proprietario della omonima casa automobilistica. Tra i due scoppia la passione e comincia una relazione che, tra alti e bassi, durerà fino al suicido dello scrittore.

Lei è bella, spregiudicata, sensuale ed aveva avuto molte avventure sia con uomini che con donne. Drieu le darà, nella vita e nel romanzo, che si appresta quasi subito a scrivere, il nome di Beloukia. «Beloukia non sceglieva i suoi amori, li riceveva dal cielo e dalla terra con trasporto», annota nel corso del romanzo Drieu. Beloukia, «sebbene non trascorresse con Hassib che tre ore di tre o quattro notti a settimana, in quel dono apparentemente limitato gli dava molto. Quelle rare ore le erano infatti così necessarie che pensava a lui continuamente nel corso delle altre ore, e mescolava l’amore per lui a tutti gli altri suoi amori. Tutta la sua vita era stata colorata dal suo amore per Hassib. Non si può forse dire che sia rossa una stoffa la cui trama è rossa, anche se il filo è blu, o nero, o bianco, poiché tale stoffa non esisterebbe più se il rosso vi scomparisse?»

Il romanzo pubblicato nel 1936 è senza dubbio una trasposizione in una cornice orientaleggiante della loro storia d’amore. Drieu nel romanzo figura nei panni di Hassib, un poeta che è già stato soldato e canta la felicità dell’amore sessuale. Sa che il gioco degli sguardi, il loro magnetismo, gioca un ruolo fondamentale nella nascita d’una passione: «Il desiderio di quell’uomo non ignorava nulla della sua bellezza, ne presagiva ogni dettaglio e l’insieme intero, come attraverso uno sguardo rapido, dolce e sicuro; ma si faceva improvvisamente violento e severo, per domandarle qualcos’altro che il solo lasciarsi accarezzare. Quell’occhio calmo e insistente sembrava vedere in lei qualcosa che lei stessa non conosceva, e che era ben dentro alla sua pelle e al suo cuore».

Non ha torto dunque Julien Hervier ad osservare che «il romanzo è una sorta di celebrazione della passione amorosa». E Frédéric Grove, biografo di Drieu, dal canto suo afferma che il romanzo è quasi una lunga lettera d’amore alla donna amata. Ritroviamo in Hassib le stesse caratteristiche che si ritrovano in Drieu: la gelosia, la passione d’amore e l’interesse per la politica. Hassib (come Drieu) accetta che Beloukia sia legata al principe Mansour, ministro del califfo, da cui ha avuto un figlio, uomo potente e coraggioso, che lui combatte ed ammira nel contempo. Pur essendosi schierato contro Mansour, Hassib, posto di fronte al dilemma se tradire e far soffrire la donna amata o voltare le spalle ai partigiani che lottavano contro l’ordine costituito, non esita, sceglie la donna amata, segnando così il suo destino finale: «Hassib rimaneva comunque fedele a ciò che aveva costituito la sua salvezza, la sua realtà, la sua gioia in tutto quel periodo, e che era stato l’agire, il vivere il proprio amore a dispetto di tutte le apparenze maligne e contrarie. Con quello spirito, pensava al modo di salvare innanzitutto il figlio di Beloukia, e poi Mansour, e infine lei stessa».

La scelta di Hassib, nota Stenio Solinas nella concisa e pregnante prefazione al romanzo mirabilmente tradotto per la prima volta in italiano da Marco Settimini (Aspis editrice 2023), è sia etica che estetica, perché «contempla il bel gesto, il disinteresse, il sacrifico personale, una nobiltà nei comportamenti. Hassib salva Hassan il figlioletto di Beloukia, dalle mani di quelli che sono comunque i suoi compagni d’avventura nella lotta per abbattere il principe Manosur. Salva anche quest’ultimo perché non merita di essere vittima di un tranello, bensì di essere combattuto e vinto in campo aperto».

Lo stile di Drieu in questo romanzo è insolitamente fluido e la storia si dipana compatta con un interesse via via crescente per il lettore. Christiane Renault, che sarà assente ai funerali dello scrittore-amante, farà apporre qualche tempo dopo sulla sua lapide presso il cimitero di Neully tre semplici lettere B à H, che stanno per Beloukia ad Hassib, quasi a consacrazione della loro storia d’amore vissuta così intensamente.

 

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