Oldani, Magrelli, De Angelis, Curci alla Notte Bianca della Poesia

Gruppo Interzona news

 

All’interno della Notte Bianca della Poesia (8-9 luglio 2023) organizzata dall’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo,  vi sono stati quattro Seminari che hanno visto la presenza di Poeti del panorama letterario contemporaneo, dislocati tra Giovinazzo – Ba (Istituto Vittorio Emanuele II) e Molfetta – Ba (Palazzo della Musica).

Sold out tutti i seminari, nel rispetto del numero programmato dagli organizzatori, ovvero 20 partecipanti, col fine di creare un clima laboratoriale utile ad una comunicazione immediata tra pubblico e relatori.

Guido Oldani

ha ribadito la funzione stringente del suo realismo terminale, in una civiltà post-umana. Epoca in cui è mutato il senso di realtà a partire da precisi dati: uno di essi è il dato legato al fatto che le città sono divenute pandemie abitative ossia spazi precisi in cui fette di umanità si accatastano così come si accatastano gli oggetti intorno a noi. Questo dato modifica percezioni e linguaggi perché è aumentato il bisogno di artificializzare la natura e noi, ha concluso Oldani, facciamo olocausto delle nostre esistenze.

Valerio Magrelli

 ha riflettuto sul valore e senso dello sperimentalismo. Momento storico dello sperimentalismo è quello avvenuto agli inizi del secolo XX. Ogni testo poetico, pertanto, è una cavia, il poeta è uno sperimentatore e l’atto di scegliere è esperienza violenta. Gli oggetti ci tatuano scorazzando in ogni dove del nostro quotidiano e del nostro pensiero. L’uomo, oggi, attraversa la natura, disgregandola. Magrelli rende conto del modo e delle scelte fatte, all’interno del suo percorso, per attraversare una contemporaneità in cui forme linguistiche e rapporto con la realtà richiedono attenzioni altre, all’interno di dissolvimenti dei significanti.

Milo De Angelis

si è soffermato, soprattutto, sul tema della traduzione relativa al “De Rerum Naturae” di Lucrezio. Qual è l’idea di natura in Lucrezio e perché tanta affinità con il nostro sentire? Una natura allucinata, fratturata, una natura a salti e attraversata da incubi e forme s-formate.

Qual è il significato del lavoro di traduzione? Tradurre è contrastare la morte, l’oblio di un’opera. Inoltre, De Angelis si sofferma sulla concezione della natura, dell’uomo, dell’amore mostrando il valore di questi elementi attraverso la lettura del testo fatta da Viviana Nicodemo.

È emerso uno spazio letterario di grande attualità.

Vittorino Curci

ha richiamato il rapporto tra poesia e musica, ponendo temi legati alla sonorità della parola e della nota e tornando più volte sull’importanza dell’aprire varchi tra le arti. La lingua si offre ad un’esperienza concreta e punto di partenza è la dimensione della non resa all’affievolirsi della dimensione umana della spiritualità. La poesia necessita del silenzio in grado di ospitarla, il silenzio è fonte di parola poetica.

Nella loro diversità, tutti e quattro gli interventi sono stati accomunati dalla stessa koinè, ovvero l’idea di creare con la parola e con la scrittura poetica atti creativi comunicabili.

Numerosi sono stati gli interventi dal pubblico e proficua l’interazione umana.

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