Intervistiamo: Jerome Colin

di Fulvia Degl’Innocenti

 

Quando i figli crescono in molte famiglie la casa diventa “Il campo di battaglia”, Einaudi. Con questa storia, il giornalista belga Jerome Colin ci offe uno spaccato autentico dello smarrimento di un padre di fronte alle intemperanze del figlio quindicenne, che sfocia anche in conflitti di coppia, sullo sfondo gli attentatici terroristici del 2015 e 2016.

 

Il libro nasce dalla sua esperienza di padre?

«Ho tre figli e quando sono diventati adolescenti, io e mia moglie non eravamo affatto preparati a questa prova. L’equilibro della nostra famiglia è stato alterato da conflitti incessanti. Mi sono chiesto come mai la famiglia che è il luogo dell’amore incondizionato, era diventato uno spazio di collera, guerra».

 

Perché ha fatto coincidere la storia con il momento degli attentati terroristici in Belgio?

«Perché volevo parlare di violenza quando non te l’aspetti. Anche in ambito scolastico. Trovo che il sistema scolastico in Belgio giudichi incessantemente gli studenti, fino a espellere chi magari disturba solo mosso da un suo disagio interiore».

 

Per superare l’inevitabile choc di un figlio adolescente cosa serve agli adulti?

«Io ho dovuto accettare il fatto che i miei figli avessero smesso di considerarmi un dio. Ma ho capito che pur allontanandosi

non significava che mi amavano di meno. Credo ci sia bisogno di una coppia solida per affrontare questo distacco. E poi io ho scritto questo libro proprio per dire a mia moglie e ai miei figli che li amo».

 

 

(Intervista apparsa su FC 21/2021)

 

 

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