“Elegie d’incanti” di Luigi Reale

Redazione 

 

La raccolta è suddivisa in tre sezioni: “Ceneri di antichi amori”, “Aghi di inascoltate amenità” e “Corona di un nuovo ardore”. Qui, la parola poetica è portatrice di una pluralità di emozioni, di sentimenti e stati d’animo, in cui realtà e irrealtà si identificano tra i limiti del tangibile e dell’empirico. Diversi sono i temi, ma il filo conduttore si identifica nel tono sommesso e malinconico. L’amore, i ricordi, la sofferenza, i tormenti di una madre, la speranza, la natura. E a fare da sfondo è lo scorrere della quotidianità.

Sugli stati d’animo che si alternano nell’opera, si sofferma Alessandro Quasimodo, nella Prefazione, che scrive: «Sono stati d’animo coltivati in modo raffinato, quasi contemplati. Si genera una certa voluttà nel dolore; per questo la parola elegia viene associata a incanto. È bello lasciarsi cullare da un dolce struggimento che ti fa scorgere gli oggetti con gli occhi velati di pianto. Si aprono nuove prospettive, insoliti aspetti che cambiano il volto al mondo in cui ci troviamo».

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