Parlano le pietre di Lawrence Schimel e illustrato da Lena Studer, uovonero, 2026

Redazione

 

Un albo illustrato sulla memoria e sull’addio, in cui la cecità della piccola protagonista diventa un modo diverso e ricchissimo di guardare il mondo.

Sonja va spesso al cimitero a trovare Fred, il suo zio preferito, che le manca molto. Il cimitero è un luogo sereno, silenzioso e pieno di verde, dove la bambina può fermarsi a ricordare Fred e a fargli compagnia per tutto il tempo che vuole. Le piace ripensare alle passeggiate che facevano insieme, ai pomeriggi trascorsi al parco ad ascoltare un concerto o a godersi un buon gelato.

Al cimitero si sente soltanto Martin, il giardiniere, che è sempre al lavoro per mantenere tutto in ordine.

Un giorno, quando finalmente viene montata la lapide sulla tomba dello zio, Sonja tocca la pietra e fa una scoperta: lei, cieca, con la punta delle dita riesce a leggere il nome inciso lì sopra. E con l’aiuto di Martin, ben presto inizia a muoversi a tentoni da una lapide all’altra.

Con un testo limpido e leggero, in cui ogni scena passa attraverso i suoni, le voci e le sensazioni tattili di Sonja, Lawrence Schimel ci fa entrare nell’universo della protagonista, che si rivela tutt’altro che buio e isolato.

Lena Studer ne restituisce la ricchezza di stimoli e di immaginazione con prospettive sorprendenti, come il sentiero di ciottoli variopinto visto dall’alto e sfiorato dal bastone della bambina, o fantastiche, come il primo piano in cui Sonja, in miniatura, si erge sulla mano del giardiniere per leggere le lettere incise sul marmo.

 

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