Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Redazione

 

Oggi 10 dicembre ricorre l’anniversario (74esimo) dell’approvazione e della proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Un data che segna evidentemente un alto livello di civiltà, per quanto siano ancora irrealizzati molti dei principi sanciti dalla stessa Dichiarazione. Aberranti sono, ad esempio, i diritti negati a tanti bambini nelle zone di guerra, le donne perseguitate in Iran, le tante guerre, con le relative angherie, nelle diverse latitudini, il diritto alla salute spesso calpestato anche nei paesi opulenti…

Il 10 dicembre 1948 che sia ricordato, nei vari anniversari, allora, come un faro, capace di illuminare il nostro presente e mediare tra le diverse aspettative umane.

Senza la pace e il riconoscimento dei diritti inviolabili della persona non si potrà mai avere una cultura al servizio del progresso umano.

Proponiamo una preghiera, quale auspicio affinchè intanto i bambini siano primamente salvaguardati nelle diatribe degli adulti (Il riferimento è a quelli ucraini):

 

Vasily

(di Cosimo Rodia)

 

Vasily stringe la mano della Cooperante col dolore

che gli oscura la luna: ha seppellito il suo cane

di pezza e la sirena, lamento di pavone,

non cancella la voce di Olena mentre canta:

 

“Imagine there’s no heaven

it’s easy if you try

no hell below us”.

 

Vasily tornerà a cercare la madre rimasta forse

nel rifugio mentre le case diventavano soffioni alati.

Tornerà per lasciare un fiore sulla tomba

di Chapa tra i cadaveri di Bucha.

Tornerà nella scuola sventrata

per il ferro di cavallo del nonno

serbato nell’astuccio sotto il banco.

Tornerà nel parco arato dai razzi

per piantare nel cratere più fondo

la bianca orchidea della nonna.

Tornerà a occuparsi sulla panca

con la mamma che ravviva la fiamma:

bella col volto d’alabastro e i capelli di grano!

Tornerà a spalare la neve sul davanzale

e tratteggiare sulla finestra la principessa Lybid

coi fratelli sulle rive del Dnepr.

Tornerà Vasily nel suo letto ad attendere

il maestro soldato: sarà pronto, con il libro

aperto alla pagina interrotta, alla stessa pagina,

per finire, come promesso, con voce suasiva,

la fiaba lasciata a metà.

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