“La mia parentesi di felicità” di Imma Luccarelli

di I. L.

 

È una storia di armonie e parole, ma anche di ricerca e di analisi. Una narrazione di sentimenti, emozioni quotidiane, ordinarie ma straordinarie nella loro complessità. Una storia profonda, ma lieve nella narrazione. Sin dalle prime pagine, la sensazione dominante è la freschezza, una sorta di sinestesia, evocata anche dall’autrice quando cita l’importanza dei profumi e degli odori come memoria olfattiva.

“La mia parentesi di felicità” è una storia delicata, ma allo stesso tempo feroce, che attraverso gli occhi giunge al cuore con dolorosa tenerezza. Un racconto che si dipana dall’argomento più banale, originale, bello, doloroso e straordinario: l’amore. Partendo dai ricordi si rivive un momento di felicità, un amore che è destinato a vivere, appunto, nel ritorno doloroso dei pensieri, nella nostalgia.

L’amore è quello tra un uomo Mirko, che sembra incapace di crescere, di affrontare i sentimenti, e una donna, Licia, all’apparenza fragile, insicura, assoggettata dipendente dalle vertigini provocate dall’incostanza di Mirko. Un amore incompreso eppure perfettamente corrisposto. Ma l’amore ha anche altre mille sfaccettature: l’amore per la vita, l’amore per noi stessi. E da quest’ultimo bisogna ripartire per vivere pienamente e con consapevolezza il miracolo della vita. Un’opportunità unica, un dono irripetibile e inestimabile.

La scelta di lasciare “sospesa” la storia d’amore tra i due protagonisti lascia ai lettori la possibilità di pensare/ripensare ai propri vissuti.

Ciò che rende originale il libro, infine, è l’aggiunta di citazioni musicali all’inizio di ogni capitolo e qualche poesia a spezzare il ritmo qua e là.

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