“La Farmacia Letteraria”, Martano, 17 luglio 2023

di C. Rodia, A. R. Merico, L. Luceri, M. A. Russo

 

Lunedì 17 luglio 2023, a Martano (Le), importante paese della Grecìa salentina, si è svolta una serata di letture e  di riflessioni estetiche sulla poesia nell’era dei social. L’iniziativa è stata organizzata dalla libreria “La Farmacia letteraria” di Maria Assunta, col coinvolgimento di Cosimo Rodia, Anna Rita Merico e Leo Luceri.

Le letture proposte sono servite per rilevare le diverse modalità di scrittura poetica; sono stati affrontati, infatti, i paesaggi della poesia, l’uso della lingua, il tempo, la modulazione del rapporto tra tempo e soggettività, la capacità della poesia di rimodulare la realtà.

Passando in rassegna la grande stagione ermetica, la discontinuità nello scrivere poesia dopo la rivoluzione del Sessantotto, aprendosi al parlato minimo e all’autobiografia spicciola (Rodia ha letto un testo di Eros Alesi), i relatori hanno posto l’attenzione sulla poesia lirica, sulla capacità del linguaggio di esplodere in significati altri,  di trasfigurare la realtà quasi per riscriverla; una poesia lirica capace di tenere insieme parola e storia,  perché la poesia non è avulsa dalla realtà, anzi affonda le radici nel passato per porre progetti futuri.

I testi di Leo Luceri hanno mostrato, infatti, come la storia diviene tonalità emotiva che accompagna incontri, fasi di vita, riconoscenza ai Maestri che hanno segnato la formazione. I testi di Anna Rita Merico hanno evidenziato il tema delle modulazioni del tempo nei testi poetici; ovvero, un solo sguardo che rende infinito il tempo di ciò che accade in pochi secondi o, ancora, un tempo lungo racchiuso in un solo verso, la cui essenzialità diviene corpo poetico. I passaggi delle letture di Cosimo Rodia hanno dato molta attenzione alla forma, ovvero, un nucleo di possibilità nel legare forme e contenuti.

Rodia si è soffermato, inoltre, sull’evoluzione della poesia nell’ultimo mezzo secolo, con le avanguardie, la beat generation, la tanta parola impoetica, l’antiaccademismo a tutti i costi. La conclusione è che persa la possibilità di parlare di poetiche, per via di tanta poesia confessionale, dopo tanta scrittura bassamente connotativa, senza un briciolo di lavoro sia metrico sia semantico, pur con il tentativo di ritorno all’ordine negli anni Novanta (De Angelis, Fiori, Benedetti, Bre), la poesia rimane neo-individualista, legata all’espressività soggettiva, sicchè difficile che si trasformi in un progetto intelligibile.

Nella parte finale della serata, ci sono stati interessanti contributi dei partecipanti, in cui è emerso come la poesia a volte, nonostante tutto, salvi la vita (parafrasando il titolo della Bisutti).

Alla fine vi è stata una condivisione comune: la scrittura è gesto tipicamente ed esclusivamente umano; la scrittura poetica utilizza la parola depurata dalla quotidianità; il linguaggio è individuale, simbolico e figurato; la poesia serve  ad allargare l’area della coscienza (Ginsberg).

 

(In foto, da sx: Leo Luceri, Anna Rita Merico, Cosimo Rodia)

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