Penelope non abita più qui di Cristina Semprini Cesari, Campi di Carta, 2017.

di Claudia Zuccarini

 

Campi di carta accoglie nella collana Campi di stelle, dedicata alla poesia, questa raccolta della Semprini Cesari, consacrata all’amore in tutte le sue sfaccettature, con un forte timbro sensuale.

La mancanza dell’altro, il ritrovarsi e la passione imperitura giungono al lettore in modo vivido, con sensazioni che richiamano il proprio vissuto, perché in fondo non esiste persona che non abbia sperimentato queste fasi del rapporto amoroso.

I componimenti poetici sono vibranti, anche nella loro brevità e sanciscono una scelta di vita: l’attesa non può essere inutile perché “Penelope non abita più qui” e la donna si riappropria del proprio tempo e sentire, divenendo protagonista e non semplice spettatrice dell’attesa del proprio uomo.

 

Penelope non abita più qui

 

Eri tu l’unità di misura,

la sabbia veloce nella clessidra,

l’intervallo tra un respiro e l’altro,

mentre il tempo scorreva.

Non mi troverai dietro le persiane,

a scrutare il mare,

dove unico orizzonte era il tuo ritorno.

Troppa vita è passata

anche per Penelope.

 

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